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Evolocumab per ipercolesterolemia

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Parere positivo del Comitato dei Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’EMA per evolocumab, anticorpo monoclonale completamente umano per il trattamento dell’ipercolesterolemia, sviluppato da Amgen. Il CHMP ha raccomandato l’approvazione di evolocumab per il trattamento dei pazienti con ipercolesterolemia primaria o dislipidemia mista che non riescono a raggiungere gli obiettivi di C-LDL con le statine o intolleranti alle statine e nei pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote.

Evolocumab riceve il parere positivo del CHMP dell'EMA per la riduzione del colesterolo LDL
Evolocumab riceve il parere positivo del CHMP dell’EMA per l’efficacia nella riduzione del colesterolo LDL

Il parere del CHMP si basa sui risultati di un programma di studi clinici di Fase III, su diverse tipologie di pazienti, che confermano l’efficacia di evolocumab nel ridurre i valori di colesterolo LDL indipendentemente dall’età, dal sesso, da eventuali comorbilità, dal tipo di statine utilizzate e dal profilo di rischio cardiovascolare.

«Innanzitutto dobbiamo dire che si tratta di un approccio terapeutico del tutto nuovo – commenta Alberico L. Catapano, presidente European Atherosclerosis Society (EAS), Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Università di Milano – i dati di efficacia dimostrano che il valore di LDL viene più che dimezzato (circa il 55% di riduzione) da evolocumab in maniera indipendente rispetto alla somministrazione o meno di una precedente terapia. Il profilo di tollerabilità è molto buono e apre il campo a quei pazienti che hanno problemi ad assumere statine e/o ezetimibe o che siano lontani dagli obiettivi terapeutici, quindi gli intolleranti e i non-responders alla terapia. Inoltre, il farmaco ha dimostrato di essere molto efficace nel ridurre la colesterolemia LDL nei pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote ad alto rischio e in alcuni sottogruppi di pazienti omozigoti che però devono presentare una residua espressione del recettore dell’LDL».

Il programma di sperimentazione clinica su evolocumab ha coinvolto anche 39 Centri italiani, coinvolgendo oltre 600 pazienti in 10 studi registrativi e consentendo l’accesso al farmaco a molti pazienti che non avevano valide opzioni terapeutiche.

Evolocumab ha mostrato importanti dati di efficacia anche su pazienti a rischio cardiovascolare moderato, con una riduzione del colesterolo LDL e del tasso di eventi cardiovascolari: questi risultati potrebbero allargare il raggio d’azione del nuovo farmaco, aprendo la strada a un futuro utilizzo anche in prevenzione secondaria. «I risultati degli studi Osler 1 e Osler 2, condotti su quasi 5.000 pazienti randomizzati, a confronto con la terapia standard, hanno dimostrato un dimezzamento del rischio cardiovascolare nel gruppo trattato con evolocumab – afferma Michele Massimo Gulizia, presidente ANMCO e direttore della Struttura Complessa di Cardiologia dell’Ospedale Garibaldi-Nesima di Catania – la riduzione di LDL è stata molto significativa, del 61%, mentre la riduzione del rischio relativo di sviluppare eventi cardiovascolari è stata di oltre il 53%. Direi che evolocumab, considerata la mole di dati a favore della sua efficacia, ha senz’altro ottime prospettive di essere utilizzato in prevenzione secondaria per ridurre le recidive di infarto, ictus e claudicatio».

Evolocumab

Evolocumab è un anticorpo monoclonale investigazionale completamente umano che inibisce la proproteina convertasi subtilisina/kexina tipo 9 (PCSK9), impedendole di legarsi ai recettori epatici delle LDL. La PCSK9 è una proteina deputata alla degradazione dei recettori LDL che, quindi, riduce la capacità del fegato di eliminare il C-LDL dal sangue. Viceversa, quando la PCSK9 viene abbassata o si impedisce che si leghi ai recettori delle LDL, il numero di tali recettori epatici aumenta, consentendo l’eliminazione di una maggiore quantità di C-LDL dal sangue e l’abbassamento dei livelli di C-LDL.

Il programma Proficio

Proficio (Program to Reduce LDL-C and Cardiovascular Outcomes Following Inhibition of PCSK9 In Different Populations) è un programma di trial clinici per la valutazione di evolocumab in 22 studi che, complessivamente, prevede l’arruolamento di circa 35.000 pazienti. Il programma di Fase III include 16 trial per valutare evolocumab somministrato ogni due settimane e una volta al mese in più popolazioni di pazienti, anche in combinazione con statine in pazienti con ipercolesterolemia (Laplace-2 e Yukawa-2); pazienti con ipercolesterolemia intolleranti alle statine (Gauss-2 e Gauss-3); come trattamento in monoterapia in pazienti con ipercolesterolemia (Mendel-2); in pazienti con ipercolesterolemia causata da patologie genetiche chiamate ipercolesterolemia familiare eterozigote (Rutherford-2 e Taussig) e omozigote (Tesla e Taussig); gli effetti di evolocumab sul metabolismo delle lipoproteine (Florey); e la somministrazione di evolocumab in pazienti iperlipidemici in trattamento con statine (Thomas-1 e Thomas-2). Cinque studi del programma di studi clinici di Fase III su evolocumab attualmente in corso forniranno i dati sulla sicurezza e l’efficacia a lungo termine. Questi studi sono Fourier (Further Cardiovascular OUtcomes Research with PCSK9 Inhibition in Subjects with Elevated Risk), che valuterà se il trattamento con evolocumab in combinazione con la terapia con statine vs il trattamento con placebo più terapia con statine riduce gli eventi cardiovascolari ricorrenti in circa 27.500 pazienti con patologie cardiovascolari; Ebbinghaus (Evaluating PCSK9 Binding AntiBody Influence oN CoGnitive HeAlth in High CardiovascUlar Risk Subjects), che valuterà l’effetto di evolocumab sulla funzione cognitiva in un sottogruppo di pazienti arruolati nello studio Fourier; Osler-2 (Open Label Study of Long TERm Evaluation Against LDL-C Trial-2) in pazienti con colesterolo alto che hanno completato uno qualsiasi degli studi di Fase 3; Glagov (GLobal Assessment of Plaque ReGression with a PCSK9 AntibOdy as Measured by IntraVascular Ultrasound), che stabilirà l’effetto di evolocumab sull’aterosclerosi coronarica in circa 950 pazienti che devono essere sottoposti a intervento di cateterismo cardiaco, e Taussig (Trial Assessing Long Term USe of PCSK9 Inhibition in Subjects with Genetic LDL Disorders), che valuterà la sicurezza e l’efficacia a lungo termine di evolocumab sul C-LDL in pazienti con gravi forme di ipercolesterolemia familiare, inclusi pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote. Lo studio Descartes (Durable Effect of PCSK9 Antibody CompARed wiTh PlacEbo Study), un trial sulla sicurezza e l’efficacia a lungo termine in pazienti con ipercolesterolemia a rischio di patologie cardiovascolari, è stato completato.

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Ipercolesterolemia familiare

 

Pembrolizumab per il melanoma avanzato

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Pembrolizumab, immunoterapia di nuova generazione per il trattamento del melanoma avanzato, riceve il parere favorevole del CHMP, basato sui dati di efficacia e sicurezza in più di 1.500 pazienti.

Pembrolizumab: parere favorevole del CHMP dell'EMA per il trattamento del melanoma avanzato
Pembrolizumab: parere favorevole del CHMP dell’EMA per il trattamento del melanoma avanzato

MSD, conosciuta come Merck negli Stati Uniti e in Canada, ha annunciato che il Comitato Europeo per i Medicinali ad Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i medicinali (EMA) ha adottato un parere favorevole raccomandando l’approvazione di pembrolizumab, la terapia anti-PD-1, per il trattamento del melanoma avanzato (non operabile o metastatico) sia come terapia di prima linea, sia in pazienti precedentemente trattati. Il parere favorevole del CHMP su pembrolizumab, che si è basato sui dati di oltre 1.500 pazienti adulti con melanoma avanzato, sarà ora sottoposto alla revisione della Commissione Europea per l’autorizzazione alla commercializzazione nell’Unione Europea.

Dati a supporto del parere favorevole del CHMP

Il parere favorevole si è basato sui dati che hanno valutato più di 1.500 pazienti con melanoma avanzato trattati con pembrolizumab in monoterapia in tre studi: un ampio studio di Fase 1b, Keynote-001; uno studio controllato randomizzato, Keynote-002; e un’analisi ad interim da un secondo studio controllato randomizzato, Keynote-006.

Nello studio Keynote-001, ampio studio di Fase 1b su un anticorpo anti-PD-1, pembrolizumab ha dimostrato risposte durevoli nei pazienti con melanoma avanzato.

Keynote-002, uno studio di Fase 2, ha dimostrato la superiorità di pembrolizumab rispetto alla chemioterapia nella sopravvivenza libera da progressione nel melanoma avanzato refrattario a ipilimumab.

Keynote-006, uno studio di Fase 3, ha dimostrato la superiorità di pembrolizumab rispetto a ipilimumab per quanto riguarda sopravvivenza globale, sopravvivenza libera da progressione e tasso di risposta globale. Lo studio è stato interrotto precocemente nel marzo 2015 sulla base della raccomandazione della Commissione indipendente sul monitoraggio dei dati clinici (Data Monitoring Committee) per il raggiungimento di due endpoint primari.

Il CHMP ha raccomandato l’approvazione di pembrolizumab con un dosaggio di 2 mg/kg ogni tre settimane, che è il dosaggio attualmente approvato per il melanoma avanzato negli Stati Uniti.

Pembrolizumab

Pembrolizumab è un anticorpo anti-PD-1, che agisce bloccando il legame tra PD-1 e il suo ligando.

Pembrolizumab, che verrà commercializzato con il marchio Keytruda, è già approvato dall’FDA per il trattamento di pazienti con melanoma non resecabile o metastatico, già trattati con ipilimumab o anche con un BRAF inibitore, se con la mutazione BRAF V600 positiva.

Pembrolizumab è in fase avanzata di sperimentazione in diversi trials clinici per il trattamento, in monoterapia e in combinazione, di oltre 30 tipi di tumori differenti, tra cui il tumore della vescica, gastrico, della testa e del collo, il carcinoma polmonare non a piccole cellule, il carcinoma mammario triplo negativo e le neoplasie ematologiche. La terapia con pembrolizumab ha l’obiettivo di ripristinare la naturale capacità del sistema immunitario di riconoscere e colpire le cellule tumorali mediante il blocco selettivo del legame del recettore PD-1 con i suoi ligandi (PD-L1 e PD-L2). Da settembre il farmaco è disponibile per il commercio negli Stati Uniti; in Europa è stato avviato un ampio programma di “expanded access” (uso compassionevole) al quale stanno partecipando anche molti centri italiani.

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Screening genetico prenatale non invasivo delle malattie cromosomiche

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Lo screening genetico prenatale non invasivo delle patologie cromosomiche potrà essere realizzato interamente in Italia grazie all’attività di Bioscience Genomics, una nuova iniziativa imprenditoriale nata dall’accordo tra BGI, gruppo cinese di genomica, Bioscience Institute di San Marino e Università di Tor Vergata di Roma.

Lo screening prenatale non invasivo disponibile in Italia
Lo screening genetico prenatale non invasivo disponibile in Italia

l’Obiettivo di Bioscience Genomics è raffinare lo screening delle patologie genetiche in epoca prenatale per offrire una tempestiva e corretta informazione alle coppie a rischio, fornire il Screening genetico prenatale non invasivo delle malattie cromosomiche agli operatori della Medicina fetale e ai ginecologi che gestiscono il primo trimestre di gravidanza e, allo stesso tempo, continuare la ricerca sulla terapia genica per le malattie ancora prive di una cura che verrebbero precocemente individuate con il test.

Bioscience Genomics, sita nell’ateneo Tor Vergata, si occupa di tutto il percorso della diagnosi: dal counseling genetico, al test, sino alla ‘presa in carico’ globale della famiglia nel caso di un risultato positivo.

Lo screening genetico prenatale si basa sul Genetic Test (G-test), interamente prodotto, distribuito ai reparti di ginecologia convenzionati e analizzato da Bioscience Genomics. Il G-test prevede il semplice prelievo di un campione di sangue materno che può essere effettuato nei reparti di ginecologia di diverse città e che poi sarà inviato a Tor Vergata, seguendo rigidi protocolli di etichettatura e trasporto (catena di custodia). Il test è effettuato su frammenti di DNA fetale libero che si trovano nel plasma materno a partire dalla quinta settimana di gestazione, in concentrazione del 5 -10%. Grazie all’evoluzione tecnologica delle piattaforme di Next Generation Sequencing (NGS), in particolare con lo sviluppo della metodica definita “Massively Parallel Shotgun Sequencing” (MPSS) e allo sviluppo di sofisticati algoritmi di elaborazione, si riesce a effettuare la valutazione del DNA del feto per le patologie cromosomiche più comuni: sindrome di Down, trisomie 13 e 18, alcune sindromi da delezione come la “Cri du Chat”, la sindrome di George e alcune malattie mendeliane.

La tecnica non espone a rischi il feto, al contrario dei tradizionali metodi invasivi.

In caso di positività del test, si attiva immediatamente un team multidisciplinare. Se l’ospedale che ha in carico la gestante ha al suo interno un centro di genetica medica, tutte le informazioni sono trasferite a questo, in caso contrario, la gestante è convocata presso il servizio di genetica medica di Bioscience Genomics per essere seguita da ginecologi, genetisti e psicologi nell’ultima fase di counseling.

Bioscience Genomics sta realizzando un’altra piattaforma di genomica, identica a quella di Roma, presso l’Ospedale San Raffaele di Milano.

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No Smoke Days 25 e 28 maggio 2015

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No Smoke Days:  iniziative promosse dall’Istituto Ortopedico Gaetano Pini e dall’Ospedale San Paolo per rendere più consapevoli i cittadini dei danni del fumo sul fisico.

No Smoke Days: iniziative contro la dipendenza dal fumo di sigaretta il 25 e il 28 maggio 2015. E il 30 Giornata Mondiale Senza Tabacco
No Smoke Days: iniziative contro la dipendenza dal fumo di sigaretta il 25 e il 28 maggio 2015. Il 30 Giornata Mondiale Senza Tabacco

Il 25 maggio dalle ore 9,00 alle ore 12,30 presso l’atrio del CUP dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano sarà attivo un presidio informativo con la collaborazione dei medici pneumologi e psicologi dell’Ospedale San Paolo. L’obiettivo della giornata è quello di fornire ai cittadini tutte le indicazioni relative ai percorsi di disuassuefazione e proporre interventi di counseling.

Saranno eseguiti esami gratuiti quali la misurazione del monossido di carbonio, somministrazione del Test di Fagerstrom (per valutare il grado di dipendenza dal fumo) e counseling con esperti pneumologi e psicologi del Centro Antifumo dell’Azienda Ospedaliera San Paolo, a tutti coloro che ne vorranno usufruire.

Medesima iniziativa sarà organizzata dall’Azienda Ospedaliera San Paolo che attiverà un punto informativo il giorno 28 maggio.

Nella settimana tra il 25 e il 29 maggio, antecedente la “Giornata Mondiale Senza Tabacco” (31 maggio 2015), oltre ad organizzare test gratuiti e a diffondere dati statistici che dimostrano sul piano razionale quanto sia dannoso fumare, gli esperti di comunicazione dell’Istituto Pini hanno proposto di usare altri mezzi per passare il messaggio: “il fumo fa male”.

I dipendenti del Gaetano Pini e del San Paolo saranno coinvolti per “raccontare” con disegni, immagini e frasi il loro personale rapporto con il fumo: usare carta e matita per sollecitare la parte emotiva profonda, difficilmente contattabile sul piano razionale. «Il disegno viene prima del linguaggio scritto – dice Mara Taverriti, dirigente dell’Ufficio URP-Comunicazione e Formazione del Gaetano Pini, e counselor – e aiuta ad avere accesso al lato creativo di ciascuno, permettendo di portare in figura senza giudizi e pregiudizi la propria parte emotivo-affettiva. La creatività che passa attraverso il corpo e si esprime con il disegno è in grado di contattare la parte inconscia del nostro essere, la sola che può raggiungere le zone più antiche e profonde, dove si annidano paure ed emozioni intense che possono riguardare anche la dipendenza dal fumo. In questi giorni non ci impegneremo a “convincere” i fumatori a smettere di fumare ma li aiuteremo a mettersi in contatto con una dimensione di sé in cui loro stessi troveranno il modo di elaborare un’argomentazione personale e auto diretta per sentire profondamente che fumare è mortale».

Parallelamente ai test gratuiti e alle informazioni, prosegue anche quest’anno al Pini il workshop di “disegno contro il fumo”: un’azione che si inscrive nell’ambito degli obiettivi legati al progetto Workplace Health Promotion (Rete WHP Lombardia) che da anni lavora per la promozione della salute all’interno delle Aziende Sanitarie e degli Ospedali, sia attraverso la diffusione di campagne informative sia attraverso progetti concreti sul fumo, la corretta alimentazione e la promozione di sport e movimento. L’intento è che chi lavora nei luoghi della salute sia in prima persona testimonial e promotore di uno stile di vita sano.

Tiotropio/olodaterolo efficace fin dall’inizio della terapia di mantenimento della BPCO

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Tiotropio/olodaterolo Respimat® dimostra di essere efficace in tutti i livelli di gravità della broncopneumopatia cronica ostruttiva con il massimo miglioramento della funzionalità respiratoria rispetto alla monoterapia con tiotropio Respimat® nelle fasi iniziali della BPCO e un miglioramento della funzionalità respiratoria doppio rispetto alla monoterapia.

Tiotropio/olodaterolo migliora la funzionalità respiratoria nella broncopneumopatia cronica ostruttiva
Tiotropio/olodaterolo migliora la funzionalità respiratoria nella broncopneumopatia cronica ostruttiva

Boehringer Ingelheim ha annunciato nuovi dati di analisi degli studi cardine di Fase III Tonado®. I dati dimostrano che tiotropio/olodaterolo Respimat ha migliorato la funzionalità respiratoria dei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) fin dall’inizio della terapia di mantenimento, con massimi benefici nelle fasi iniziali della malattia.

I dati indicano che:
• Tiotropio/olodaterolo Respimat ha migliorato più del doppio la funzionalità respiratoria* rispetto a tiotropio Respimat in pazienti che, al basale, non avevano mai assunto terapie broncodilatatorie di mantenimento  (148 ml contro 72 ml*);
• Tiotropio/olodaterolo Respimat ha migliorato in maniera  significativa la funzionalità respiratoria* rispetto a tiotropio Respimat in ogni livello di gravità della BPCO con i massimi benefici riscontrati in pazienti con BPCO nelle fasi iniziali;
• Tiotropio/olodaterolo Respimat ha dimostrato un profilo di sicurezza comparabile alla monoterapia con tiotropio Respimat o olodaterolo Respimat.

Tiotropio/olodaterolo viene somministrato con Respimat, dispositivo inalatore privo di gas propellente, utilizzato per tutte le terapie di ambito respiratorio di  Boehringer Ingelheim, sia quelle già approvate sia quelle ancora in fase sperimentale. L’inalatore eroga il principio attivo con una fine nebulizzazione, che permette al farmaco di depositarsi più profondamente nei polmoni, inspirando naturalmente.

Tiotropio/olodaterolo Respimat è efficace indipendentemente dall’uso di corticosteroidi per via inalatoria (ICS)

Un’ulteriore analisi degli studi Tonado evidenzia che quasi il 40% dei pazienti con BPCO di stadio meno avanzato (A/B GOLD), all’inizio di questi studi clinici, stavano assumendo corticosteroidi per via inalatoria (ICS). Questi dati sono in linea con segnalazioni precedenti di uso eccessivo di terapie a base di ICS in fase precoce, nella gestione della BPCO. Le linee guida GOLD raccomandano l’uso di ICS esclusivamente in pazienti con una più grave compromissione della funzionalità respiratoria e ad alto rischio di riacutizzazioni (C/D GOLD).
Indipendentemente dall’uso di ICS all’inizio dei trial, i dati mostrano che tiotropio/olodaterolo Respimat ha  migliorato in modo significativo la funzionalità respiratoria rispetto a tiotropio Respimat (miglioramento di 133 ml in pazienti che usavano ICS (p < 0,001 rispetto a tiotropio 5 μg) contro 149 ml in pazienti che non usavano ICS (p < 0,001 rispetto a tiotropio 5 μg).

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Butilbromuro di joscina attivo in 15 minuti

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Butilbromuro di joscina inizia ad agire dopo 15 minuti dall’assunzione. Lo dimostrano due studi clinici e un sondaggio tra i pazienti.

Butilbromuro di joscina efficace su spasmi e dolori addominali in un quarto d'ora
Butilbromuro di joscina efficace su spasmi e dolori addominali in un quarto d’ora

Il butilbromuro di joscina è un principio attivo derivato dalla scopolamina (joscina), una sostanza naturale estratta dalla duboisia, modificato chimicamente da Boehringer Ingeheim. È un derivato ammonico quaternario con effetto anticolinergico periferico, dovuto ad attività antimuscarinica e al blocco dei gangli della parete viscerale. Svolge quindi un’azione antispastica rilassando la muscolatura liscia del tratto gastroenterico.

Nel corso della Digestive Disease Week (DDW), Congresso internazionale di gastroenterologia, Boehringer Ingelheim ha presentato tre studi, condotti con diverse metodologie, che mostrano che il butilbromuro di joscina (Buscopan®) può avere effetto dopo soli 15 minuti dall’assunzione di due compresse.

I due studi clinici, randomizzati in fondo cieco, sono stati condotti su pazienti cinesi e statunitensi, mentre il sondaggio ha riguardato l’esperienza di più di 1400 pazienti tedeschi con il butilbromuro di joscina in compresse e l’inizio del suo effetto.
Pur avendo approcci metodologici diversi, tutti e tre gli studi hanno mostrato risultati simili riguardanti la rapidità d’azione di 2 compresse (2 x 10 mg) di butilbromuro di  joscina già 15 minuti dopo l’assunzione.

Lotta alla dipendenza dal gioco d’azzardo

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Il decreto istitutivo dell’Osservatorio per il contrasto della dipendenza dal gioco d’azzardo e della sua diffusione, che opererà presso il Ministero della Salute e non più presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, è stato firmato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e del fenomeno della dipendenza grave
Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e del fenomeno della dipendenza dal gioco

Al nuovo Osservatorio, previsto dalla legge di stabilità per il 2015, sono affidati il compito di monitorare la dipendenza dal gioco d’azzardo, di definire linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione nonché valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del predetto fenomeno.

«Dopo avere proposto l’inserimento della ludopatia tra le dipendenze che sono trattate dal Sistema sanitario nazionale nei servizi per le dipendenze  – dichiara il Ministro Lorenzin – rafforziamo le misure contro questo pericolosissimo fenomeno. Abbiamo tre milioni di italiani che rischiano di sviluppare una dipendenza dal gioco e questo dato ci consegna un allarme sanitario. L’Osservatorio di monitoraggio presso il ministero della Salute testimonia l’impegno del Governo che metterà in campo tutte le misure per prevenire e curare le dipendenza dal gioco».

Nasce Aetna Group Iberica

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Aetna Group ha acquisito le quote di maggioranza di Syntech Technology, azienda specializzata nella progettazione e vendita di macchine e soluzioni per l’imballaggio con sede a Castellón (Spagna) e si consolida sul mercato spagnolo costituendo una nuova filiale, la Aetna Group Iberica.

Con l'acquisizione di Syntech Technology da parte del gruppo guidato dalla famiglia Aureli, nasce Aetna Group Iberica
Con l’acquisizione di Syntech Technology da parte del gruppo guidato dalla famiglia Aureli, nasce Aetna Group Iberica

Syntech Technology – azienda di proprietà dei fratelli Ricard, José Luis e Francisco Javier Castell, con sede a San Rafael del Rio (Castellón), 25 dipendenti – vantava già un lungo e consolidato rapporto di collaborazione con Aetna Group diventando distributore ufficiale inizialmente delle macchine automatiche Robopac Sistemi e poi integrando altre numerose soluzioni automatiche appartenenti ai diversi brand del Gruppo.

Aetna Group è un gruppo specializzato in soluzioni di fine linea, che conta oltre 500 collaboratori, 8 filiali (Francia, Regno Unito, Germania, USA, Russia, Cina, Spagna e Brasile) e 5 stabilimenti produttivi. Presente in oltre 120 Paesi, fornisce un servizio di assistenza globale. Il fatturato è pari a 105 milioni di euro, realizzato attraverso quattro marchi: Robopac, Robopac Sistemi, Dimac, Prasmatic. Alfredo Aureli è il fondatore e Presidente del gruppo, mentre gli Amministratori Delegati sono i figli Enrico e Valentina Aureli.

«Crediamo molto nella ripresa del mercato spagnolo – commenta Enrico Aureli, Managing Director di Aetna Group – e intendiamo consolidare non solo la nostra leadership nel settore degli avvolgitori automatici di Robopac Sistemi, dove deteniamo più del 50% delle quote di mercato, ma anche nel settore delle fardellatrici e delle incartonatrici Dimac e Prasmatic. Le macchine automatiche installate dal nostro Gruppo nel mercato spagnolo ammontano già oggi a più di 1.300 unità. Inoltre, intendiamo servire ancor più da vicino i clienti multinazionali».

Assobiomedica, cambi al vertice

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Assobiomedica rinnova i vertici di quattro delle sue associazioni. Neoeletti Daniela Delledonne, Massimiliano Boggetti e Marco Campione alla guida rispettivamente di Assobiomedicali, Assodiagnostici ed Elettromedicali. Confermato Armando Ardesi come presidente di Servizi e Telemedicina. Il loro programma si svilupperà in stretta sinergia con quello di Assobiomedica, riservando alle singole associazioni la definizione di progetti specifici sui singoli comparti.

Assobiomedica
Assobiomedica è divisa in sei Associazioni rappresentative del settore dei dispositivi medici: Anifa, AssoSubaMed (dispositivi a base di sostanze), Assobiomedicali, Assodiagnostici, Elettromedicali, Servizi e telemedicina

I neoeletti

Daniela Delledonne, amministratore delegato BD Italia, subentra a Luigi Boggio per la presidenza dell’associazione che raggruppa e rappresenta le imprese produttrici e fornitrici di dispositivi medici impiantabili e non, per la diagnosi, prevenzione, controllo, terapia di una malattia, di una ferita o di un handicap. Tra questi vi sono le protesi ortopediche, vascolari e cardiache, prodotti sterili, apparecchiature e prodotti per la dialisi, ausili per l’assistenza integrativa e protesica. I neoeletti vicepresidenti di Assobiomedicali sono Maurizio Cevenini (Dentsply IH), Anna Citarrella (Johnson&Johnson Medical), Francesco Conti (Medtronic Italia), Luigi Mazzei (Edwards Lifesciences Italia).

Di Assodiagnostici fanno invece parte le imprese che producono e forniscono diagnostici in vitro. Con il termine diagnostica in vitro si intende l’insieme dei prodotti e servizi necessari per effettuare un test di laboratorio su campione biologico umano (reagenti, strumenti, software, supporto tecnico connesso). Massimiliano Boggetti, amministratore delegato di Sebia Italia, sarà affiancato dai vicepresidenti Renato Bonaita (Ortho Clinical Diagnostics Italy), Ugo Gay (Diasorin), Luigia Invernizzi (Phadia), Jordi Llorens (Instrumentation Laboratory).

Alla guida dell’associazione che raggruppa e rappresenta le imprese che producono e forniscono apparecchiature elettromedicali, sistemi e tecnologie a scopo diagnostico e terapeutico è Marco Campione, presidente e amministratore delegato di GE Healthcare Italia. I comparti rappresentati dall’associazione sono la diagnostica per immagini e a ultrasuoni, l’elettromedicina, la cardiologia e l’healthcare-It. I vicepresidenti dell’associazione sono Nicoletta Calabi (Draeger), Carlo Camnasio (Philips), Andrea Di Santo (Siemens Healthcare), Michele Ferrarese (Carestream Health Italia).

Al terzo mandato Armando Ardesi (Tecnologie Sanitarie) alla guida dell’associazione di Assobiomedica che raggruppa le imprese che forniscono servizi di gestione e manutenzione delle apparecchiature elettromedicali, di ingegneria clinica, nonché di servizi connessi all’uso di dispositivi medici e dell’assistenza al paziente. Sono inoltre rappresentate in Servizi e Telemedicina le imprese che forniscono servizi e soluzioni di telemedicina e di supporto all’erogazione di prestazioni sanitarie, di diagnosi, di assistenza medica integrata attraverso le moderne tecnologie di ICT. I vicepresidenti dell’associazione sono Aldo De Giuli (Elettronica Bio Medicale) e Francesco De Seta (Medtronic Italia); Claudio Petronio (Vivisol).

Siringa polimerica preriempibile per farmaci sensibili

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SCHOTT ha lanciato sul mercato una nuova siringa polimerica preriempibile progettata per migliorare la sicurezza e la stabilità dei farmaci altamente sensibili.

Siringa polimerica preriempibile per farmaci sensibili
Siringa polimerica preriempibile per farmaci sensibili

Le aziende farmaceutiche sono sempre alla ricerca di soluzioni di confezionamento sicure e affidabili; per rispondere a questa esigenza, il nuovo prodotto chiamato SCHOTT TopPac® SD offre caratteristiche con un profilo di Extractables & Leachables (E & L) ridotto.
Queste nuove prestazioni sono state combinate con i comprovati benefici di SCHOTT TopPac®, sistema di siringa polimerica.

Attraverso la selezione di componenti specifici e di un metodo di lavorazione ottimizzato, SCHOTT TopPac SD offre un livello di impurità significativamente ridotto, diminuendo la probabilità di interazione tra farmaco e contenitore.
La siringa è costituita da un cilindro inerte in COC (copolimero cicloolefina) che non rilascia ioni o metalli pesanti, e riduce le probabilità di un’interazione chimica con i farmaci altamente sensibili.
Inoltre, la PFS (siringa preriempita) è stata sviluppata con componenti elastomerici puri per ridurre il profilo E & L.
Il silicone cross-linkato per la lubrificazione del cilindro riduce la quantità di particelle subvisibili con una funzionalità ottimale.
Infine, le nuove siringhe vengono sterilizzate con il metodo di sterilizzazione ETO (ossido di etilene), piuttosto che con l’irradiazione, per ridurre ulteriormente il profilo E & L.

Mentre il nuovo prodotto presenta un numero di componenti che sono stati progettati per contenere farmaci altamente sensibili, la PFS conserva anche i vantaggi tradizionali della linea di prodotti TopPac , inclusa la trasparenza simile al vetro, un sistema Luer Lock integrato, una presentazione standardizzata in tub-and-nest, e la compatibilità con i connettori senza ago IV.