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Secukinumab per la psoriasi

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psoriasis - schuppenflechte am HandknochenSecukinumab, inibitore dell’interleuchina-17A sviluppato da Novartis, ha dimostrato la propria superiorità rispetto ai due trattamenti biologici consolidati ustekinumab e a etanercept e ha ottenuto parere favorevole in Europa dal CHMP come terapia sistemica di prima linea per il trattamento dei pazienti adulti affetti da psoriasi a placche da moderata a severa.

 

Inoltre, il Comitato Consultivo della FDA ha votato all’unanimità per l’approvazione di Secukinumab negli Stati Uniti.

Secukinumab è un anticorpo monoclonale umano che inibisce selettivamente l’azione dell’IL-17A, una proteina che si trova in concentrazioni elevate nella cute affetta da psoriasi.

Lo studio di Fase IIIb CLEAR (Comparison to assess Long-term Efficacy, sAfety and toleRability of secukinumab vs. ustekinumab, Studio di confronto per valutare l’efficacia, la sicurezza a lungo termine e la tollerabilità di secukinumab rispetto a ustekinumab), uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco di 52 settimane in pazienti con psoriasi a placche da moderata a severa, ha dimostrato la superiorità di secukinumab rispetto a ustekinumab e ha soddisfatto il suo endpoint primario (ottenimento del PASI 90, costituito da una riduzione di almeno il 90% della gravità delle manifestazioni cutanee alla settimana 16). Lo studio ha anche soddisfatto l’endpoint secondario (ottenimento del PASI 75 alla settimana 4). I risultati relativi alla sicurezza sono stati coerenti con quelli ottenuti in precedenza dagli studi clinici di Fase III condotti con secukinumab.

Lo studio registrativo di fase III FIXTURE ha invece dimostrato la superiorità di secukinumab verso etanercept, farmaco anti-TNF-alfa attualmente considerato standard terapeutico, nella guarigione della cute affetta da psoriasi, a fronte di un profilo di sicurezza comparabile.

Sono in corso di svolgimento altri studi di Fase IIIb, tra i quali gli studi sulla psoriasi palmo-plantare, sulla psoriasi ungueale e sulla psoriasi pustolosa palmo-plantare.

Secukinumab è anche in Fase III di sviluppo per l’artrite psoriasica (AP) e la spondilite anchilosante (SA); per il 2015 è previsto l’inoltro delle domande regolatorie per Secukinumab in queste aree terapeutiche.

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Il Comitato per i Prodotti  Medicinali per uso Umano (CHMP) dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole all’impiego di Otezla® (apremilast), un inibitore selettivo orale della fosfodiesterasi 4 (PDE4) sviluppato da Celgene International Sàrl, in due indicazioni terapeutiche:

psoriasi e artrite psoriasica

  • trattamento della psoriasi cronica a placche da moderata a grave in pazienti adulti che non hanno risposto, o che presentano controindicazioni o che sono intolleranti ad un’altra terapia sistemica, compresi ciclosporina, metotrexato o psoralene combinato con  ultravioletti A (PUVA)
  • in monoterapia o in associazione a farmaci antireumatici che modificano l’evoluzione della malattia (DMARD, Disease Modifying Antirheumatic Drugs), per il trattamento dell’artrite psoriasica in fase attiva in pazienti adulti con risposta inadeguata o che sono risultati intolleranti a una precedente terapia a base di DMARD.

Otezla (apremilast) è una “small molecule” inibitrice della fosfodiesterasi 4 (PDE4) specifica dell’adenosina monofosfato ciclica (cAMP). L’inibizione della PDE4 aumenta i livelli intracellulari di cAMP. Si ritiene che questa risposta regoli in via indiretta la produzione dei mediatori dell’infiammazione. Il meccanismo o i meccanismi specifici attraverso i quali apremilast per via orale esplica la sua azione terapeutica nei pazienti con psoriasi o artrite psoriasica non sono ben caratterizzati.

Il parere favorevole del CHMP si è basato sui risultati di due studi di fase III: ESTEEM, studio registrativo, randomizzato, controllato con placebo nel quale sono stati osservati miglioramenti in pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave diagnosticata almeno 12 mesi prima dello screening e candidati alla fototerapia e/o terapia sistemica valutati mediante i punteggi PASI-75 (un miglioramento del 75% del PASI) e PALACE, studio registrativo multicentrico in doppio cieco, controllato con placebo, a gruppi paralleli nel quale sono stati osservati miglioramenti in pazienti con artrite psoriasica attiva valutati mediante la risposta ACR-20 modificata  (un miglioramento del 20% secondo i criteri di valutazione dell’attività della malattia elaborati dall’American College of Rheumatology).

In entrambi gli studi è stato considerato un endpoint primario di 16 settimane; la risposta clinica di apremilast è stata mantenuta fino alla settimana 52 in diversi endpoint. Le reazioni avverse più comuni, osservate in modo costante e perlopiù di intensità da lieve a moderata, sono state diarrea, nausea,  infezioni delle vie respiratorie superiori, cefalea muscolo-tensiva e cefalea. 

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La psoriasi è dovuta a eccessiva riproduzione e crescita delle cellule della pelle che raggiungono la superficie senza avere completato la normale maturazione.

eczema

Il fisiologico processo di ricambio delle cellule della pelle richiede 3-4 settimane; nelle persone con psoriasi, il ricambio dura dai 3 ai 7 giorni. L’origine di questa accelerazione potrebbe essere multifattoriale, ma non è ancora dimostrata con certezza. Potrebbe trattarsi di un disturbo primario dei cheratinociti oppure secondario a disordini immuno-mediati. I linfociti T migrano verso il derma e innescano il rilascio di citochine e il processo infiammatorio di accelerazione della riproduzione cellulare. Sono stati individuati alcuni geni potenzialmente coinvolti in questo meccanismo, ma sono richiesti ulteriori studi di conferma. Oltre ai fattori genetici, sono stati osservati fattori scatenanti post-infettivi (da batteri, funghi o virus), traumatici, legati all’assunzione di farmaci, al fumo, all’alcolismo, alle scottature solari, allo stress, ai cambiamenti ormonali (pubertà e menopausa, non gravidanza), all’obesità, al diabete e altre malattie sistemiche. In diversi pazienti psoriasici sono stati riscontrati autoanticorpi verso la gliadina; questi pazienti hanno mostrato una regressione della sintomatologia in seguito all’eliminazione del glutine dalla dieta.

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La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica recidivante, non contagiosa, immuno-mediata, che si manifesta a carico della cute con chiazze di desquamazione e lesioni di diverso tipo.

psoriasis - schuppenflechte am Handknochen

In base all’aspetto, all’estensione e alla localizzazione delle lesioni, si riconoscono diversi tipi di psoriasi. Quando la malattia colpisce anche le articolazioni, si parla di artrite psoriasica. Per una corretta diagnosi, può essere effettuata la biopsia dei tessuti cutanei.

Nella maggior parte dei casi, dopo l’esordio, la malattia è caratterizzata dall’alternanza di fasi, di durata variabile, di remissione (con attenuazione o scomparsa dei sintomi) a fasi di esacerbazione (con ampliamento delle aree coinvolte e riacutizzazione della sintomatologia).

Oltre a presentare diversi gradi di severità, che possono essere monitorati attraverso scale di valutazione per tradurre le sue caratteristiche come la desquamazione e l’estensione delle placche in “punteggi dell’attività della malattia” (come, ad esempio, PASI “Indice di gravità della psoriasi per area interessata”), la psoriasi mostra grande variabilità individuale: in alcuni pazienti si formano poche e piccole chiazze localizzate che procurano un modesto fastidio, in altri, le lesioni arrivano a danneggiare l’intera superficie del corpo con una seria compromissione della qualità della vita, della socialità e della capacità di svolgere le normali attività quotidiane e lavorative.

La psoriasi colpisce persone di entrambi i sessi e di qualsiasi età, anche se fa registrare un picco di insorgenza tra i 20 e i 40 anni.

L’impatto di questa malattia sul benessere emotivo dei pazienti è ancora più accentuato quando causa lesioni su aree scoperte e visibili del corpo. Al fine di contrastare la stigmatizzazione delle persone che convivono con la psoriasi e per diffondere la conoscenza di questa patologia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nella propria 67° assemblea tenutasi a maggio 2014, ha adottato una risoluzione nella quale la psoriasi e l’artrite psoriasica sono riconosciute come “malattia cronica, non trasmissibile, dolorosa, deturpante e invalidante per la quale non esiste una cura” con elevato onere psico-sociale.

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In base all’aspetto, all’estensione e alla localizzazione delle lesioni, si riconoscono diversi tipi di psoriasi. Una persona può svilupparne più di un tipo anche contemporaneamente.

psoriasi e artrite psoriasica

Psoriasi a placche o volgare

È la forma più comune ed è caratterizzata da chiazze rossastre, ben delineate, escrescenti, ricoperte da squame di colore bianco-argento di dimensioni variabili che si staccano dalle placche causando occasionalmente prurito o dolore. Le placche sono localizzate prevalentemente sugli arti e, in particolare sulle regioni estensorie, nella regione lombo-sacrale, fra i glutei e i genitali, nella regione ombelicale, nella zona dietro le orecchie e sul cuoio capelluto, che può essere sede esclusiva e dove l’ipercheratosi può inglobare i capelli. Quando le macchie si diffondono alla maggior parte della superficie del corpo, senza provocare compromissione delle condizioni generali del paziente, si parla di psoriasi volgare universale o suberitrodermica. Quando le placche sono variamente estese, ma localizzate prevalentemente alle aree di pressione delle mani e dei piedi, invece, si parla di psoriasi palmo-plantare. Quando sono coinvolte anche le unghie, si ha onicopatia psoriasica. Nella psoriasi oculare c’è l’interessamento della cute palpebrale con blefarite desquamativa alla quale può associarsi il coinvolgimento della mucosa congiuntivale, della cornea e delle tonache più interne dell’occhio con cataratta o uveite anteriore (nei casi HLA B29 positivi). Raramente può verificarsi il coinvolgimento delle mucose (in particolare della bocca) e delle pseudomucose.

Psoriasi guttata

È più frequente nell’età pediatrica e all’inizio dell’età adulta. Si può presentare a seguito di infezioni batteriche o virali (spesso 2-3 settimane dopo un’infezione streptococcica delle vie aeree) con la comparsa sul tronco, sugli arti o, più raramente, sul cuoio capelluto, di chiazze pruriginose rosse o rosa scuro a forma di goccia (gutta, in latino) che non superano i 2 cm. Nei giorni seguenti all’insorgenza,  le chiazze si allargano leggermente e la pelle si screpola. I sintomi della psoriasi guttata, una volta risolti, possono non ripresentarsi più.

Psoriasi flessurale o inversa o delle pieghe

È più comune nelle persone sovrappeso dove è anche più difficoltosa, in quanto si manifesta prevalentemente nelle pieghe sottomammaria, interglutea, ombelicale e inguinale con interessamento della regione genitale e, in generale, nelle zone flessorie come le ascelle e l’inguine. Si presenta con aree secche, lisce, arrossate, ben demarcate doloranti e pruriginose, che si infiammano, si infettano e si irritano facilmente per lo sfregamento e il sudore. Mancano le squame tipiche della psoriasi a placche.

Psoriasi pustolosa

Colpisce prevalentemente persone già affette da psoriasi con maggiore incidenza nelle donne e ed è caratterizzata dalla comparsa di aree di pelle arrossata e dolente con pustole bianco-giallastre di alcuni millimetri di diametro. Queste evolvono in croste che cadono lasciando superfici essudanti alla cui periferia si formano nuove pustole. Può essere localizzata (come nel caso della psoriasi pustolosa palmare e plantare tipo Barber), oppure generalizzata e interessare l’intera superficie corporea (psoriasi di von Zumbusch, psoriasi anulare di Milian-Katchoura e psoriasi pustolosa generalizzata esantematica). Spesso si accompagna a febbre, artralgie e mialgie. Raramente coinvolge la mucosa orale.

Psoriasi eritematosa o eritrodermica o eritrodermia psoriasica

Si manifesta prevalentemente come complicanza di altre forme di psoriasi, spesso in seguito alla brusca interruzione di una terapia corticosteroidea o all’assunzione di farmaci come FANS, beta-bloccanti, antimalarici e sali di litio o a reazioni a farmaci che determinano fenomeno di Koebner o, ancora, per scottature solari; molto raramente rappresenta la modalità d’esordio della malattia. Interessa gran parte o l’intera superficie corporea, unghie comprese. La cute è eritematosa, arrossata, edematosa, desquamante, spesso fessurata da ragadi, dà sensazioni di prurito e bruciore e perde la propria funzione di barriera determinando la compromissione dello stato generale del paziente con alterata capacità della termoregolazione, linfoadenopatia, disidratazione, oliguria e squilibri elettrolitici, iposideremia e ipoalbuminemia. Se non trattata o se non risponde alle terapie, la psoriasi eritrodermica può portare a complicanze come scompenso cardiocircolatorio o setticemia.

Psoriasi seborroica o sbopsoriasi

Conferisce al cuoio capelluto, alle pieghe naso-geniene e alla fronte un aspetto eritemato-desquamativo psoriasiforme con chiazze untuose attribuite alla coesistenza di un habitus seborroico e di una predisposizione genetica alla psoriasi.

Artrite psoriasica

Si presenta di solito in persone già affette da psoriasi, soprattutto in forma severa, o esordisce simultaneamente ad altre forme di psoriasi. L’età di insorgenza più frequente è compresa tra i 30 e i 50 anni. Provoca dolore articolare, rigidità, tumefazioni , infiammazione di legamenti e tendini. Entesite (infiammazione dei siti di inserzione di tendini o legamenti nelle ossa) e dattilite (forma oligoarticolare asimmetrica con interessamento interfalangeo e metacarpo-falangeo e che può provocare “dita a salsicciotto”) sono manifestazioni tipiche dell’artrite psoriasica. Si riconoscono, inoltre, una forma mutilante che determina distruzione delle ossa delle piccole articolazioni prevalentemente delle mani e dei piedi e una forma spondilitica caratterizzata da fenomeni erosivi e proliferativi con aumento degli indici infiammatori. L’artrite psoriasica non determina una positività del fattore reumatoide in una percentuale di casi maggiore rispetto a quella che si registra nella popolazione generale. Nei pazienti affetti da artropatia psoriasica, spesso si osserva irite associata a opacità intravitreale.

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Partneship confermata tra LEO Pharma e DHL

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LEO Pharma, società farmaceutica multinazionale danese specializzata in ambito dermatologico, rinnova la fiducia a DHL Supply Chain, società del gruppo Deutsche Post DHL, per il management dei servizi logistici integrati.

accordo Leo Pharma - DHL

L’intesa prevede che DHL Supply Chain gestisca l’intero processo logistico dei prodotti LEO Pharma, dall’inserimento degli ordini alla fatturazione, gestione degli incassi e recupero crediti, fino alla distribuzione su tutti i canali (grossisti, farmacie e ospedali).

L’operatore del Gruppo tedesco accompagna Leo Pharma fin dal suo insediamento in Italia tre anni fa, contribuendo all’incremento del suo business che, in questi anni, ha registrato una crescita media annua del fatturato del 15%.

Il nuovo accordo pluriennale conferma il successo del modello di business che vede le due aziende collaborare a tutto tondo sul mercato italiano e permette a LEO Pharma di rendere i propri prodotti disponibili in tutte le farmacie del territorio nazionale con la massima tempestività.

Fondata nel 1908, e totalmente controllata dall’organizzazione indipendente LEO Foundation, LEO Pharma ha dedicato decenni alla ricerca e allo sviluppo di farmaci e soluzioni a misura delle necessità di cura delle persone con problemi della cute. L’azienda ha sede centrale in Danimarca e vanta la presenza commerciale in oltre 100 Paesi nel mondo.

DHL è attiva nel campo della logistica in oltre 220 Paesi. Opera nell’ambito delle spedizioni espresse, nella movimentazione di merci via aerea e via mare, nei trasporti terrestri, nelle soluzioni di logistica integrata e nei servizi postali internazionali.

Packaging. Crescita inarrestabile

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Giuseppe Lesce, presidente Ucima
Giuseppe Lesce, presidente Ucima

Il Centro Studi di Ucima ha comunicato i dati pre-consuntivi relativi al comparto delle macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio: il giro d’affari del settore dovrebbe raggiungere un nuovo record storico di fatturato superando i 6.200 milioni di Euro.

La crescita, seppur più contenuta rispetto agli ultimi anni, dovrebbe essere del 3,3%.

A contribuire al raggiungimento di questo risultato le esportazioni, che pesano per l’82,2% del fatturato totale, pari in valore assoluto a 5.100 milioni di Euro che sono risultate in crescita del 2,2%.

La principale area di sbocco per le tecnologie italiane si conferma l’Unione Europea, seguita dall’Asia e dai Paesi europei fuori dall’Unione.

Per quanto riguarda i maggiori mercati di destinazione, i dati dei primi nove mesi, confermano sul podio Stati Uniti, Cina e Francia.

Buone le performance anche sul mercato domestico che registra una crescita del 9% e supera i 1.100 milioni di Euro di fatturato. A influenzare positivamente il risultato, le agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali contenute nella cosiddetta “Sabatini Bis”.

Più moderate le previsioni per il 2015.

«Dopo anni di crescita costante, stiamo assistendo negli ultimi mesi ad un lieve rallentamento negli ordinativi, diffuso nelle principali aree geografiche di destinazione», dichiara il presidente di Ucima, Giuseppe Lesce.

«Gli outlook per il prossimo anno sono pertanto molto cauti – prosegue Lesce – anche in considerazione dei tanti elementi di incertezza legati a disordini socio-politici e rallentamenti delle economie di alcuni importanti Paesi».

Trattamenti sperimentali per Ebola. Fase di sviluppo prematura

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In un comunicato, EMA fa sapere che attualmente non ci sono evidenze sufficienti a trarre conclusioni su sicurezza ed efficacia per ciascuna terapia sperimentale per la malattia causata dal Virus Ebola quando utilizzata in pazienti affetti dalla malattia. Questo è il risultato dell’interim report pubblicato dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) che sta continuando a revisionare tutti i trattamenti per Ebola attualmente in sviluppo.

«I trattamenti per i pazienti infettati dal virus Ebola sono ancora in fase iniziale di sviluppo – ha fatto notare Marco Cavaleri, Capo del Dipartimento Anti-infettivi e Vaccini all’EMA. – Incoraggiamo i ricercatori a generare maggiori informazioni sull’uso di questi medicinali nel trattamento dei pazienti affetti da Ebola. Noi revisioneremo ogni nuova informazione appena si renderà disponibile per supportare la risposta a questa crisi di salute pubblica in corso».

La revisione dell’ EMA è stata avviata dal Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia per supportare il processo decisionale delle autorità sanitarie. Il primo interim report include informazioni su sette medicinali sperimentali rivolti al trattamento di pazienti infettati dal virus Ebola:

  • BCX4430 (Biocryst);
  • Brincidofovir (Chimerix);
  • Favipiravir (Fujifilm Corporation/Toyama);
  • TKM-100802 (Tekmira);
  • AVI-7537 (Sarepta);
  • ZMapp (Leafbio Inc.);
  • Anti-Ebola F(ab’)2 (Fab’entech)

La quantità di dati disponibili per i sette trattamenti è molto variabile. Per alcuni composti non ci sono dati disponibili derivati dall’uso nell’uomo. Un modesto numero di trattamenti è stato somministrato a pazienti durante l’attuale epidemia di Ebola come uso compassionevole. Infine, ci sono anche alcuni medicinali inclusi nella revisione che sono già stati studiati nell’uomo, ma per il trattamento di altre malattie di origine virale.

I vaccini per proteggere le persone dal contrarre la malattia e i trattamenti che non riguardano direttamente il virus Ebola non sono stati inclusi nella revisione.

Per approfondire l’argomento, leggi gli articoli su NCF di Novembre:

Ufficio Autorizzazioni Officine. Nuovo indirizzo mail

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LOGO AIFA

L’Agenzia Italiana del Farmaco rende noto che l’Ufficio Autorizzazioni Officine ha attivato un indirizzo di posta elettronica infouao@aifa.gov.it al quale dovranno essere inviate tutte le richieste di informazioni inerenti l’attività dell’Ufficio. Ciò consentirà – dice Aifa in un comunicato – di garantire la tracciabilità delle richieste e contestualmente di gestire con maggiore efficienza le mail pervenute.
Per garantire il corretto svolgimento del servizio, l’Agenzia invita le aziende a formulare quesiti circostanziati e a indicare in maniera puntuale l’oggetto della richiesta riportando in esso la categoria di riferimento (medicinali, API o gas medicinali), il nome dell’azienda, l’eventuale tipologia di prodotto, l’eventuale data di presentazione dell’istanza e l’eventuale sito produttivo utilizzando la seguente formula standard:

  • Oggetto: Medicinali / Nome azienda / Prodotto medicinale X / Data di presentazione dell’istanza (ove applicabile) / Sito produttivo
  • Oggetto: API / Nome azienda / Sostanza attiva X / Data di presentazione dell’istanza (ove applicabile) / Sito produttivo
  • Oggetto: GAS / Nome azienda / Gas medicinale X / Data di presentazione dell’istanza (ove applicabile) / Sito produttivo

Aifa precisa, inoltre, che ove la richiesta si riferisca a una specifica istanza in corso di valutazione, per la quale sia individuato e noto il personale tecnico o amministrativo di riferimento, la stessa deve essere indirizzata al referente e, per conoscenza, alla casella infouao@aifa.gov.it ai fini della tracciabilità.
Restano, peraltro, attive le seguenti caselle di posta elettronica:

  • cpp.ee@aifa.gov.it, cui inviare le richieste di Certificato di Prodotto Farmaceutico per i medicinali non dotati di Autorizzazione all’Immissione in Commercio in Italia, destinati esclusivamente all’esportazione;
  • produzione-ospedaliera@aifa.gov.it, cui indirizzare le autocertificazioni per la produzione di medicinali sperimentali e di radiofarmaci non a fini industriali.

450 blister al minuto

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Kollmorgen, partecipando a pieno titolo al miglioramento del segmento di mercato del packaging e della formatura metallica, ha fornito una soluzione di automazione completa a IMA PG per la sua macchina PG Express.

Kollmorgen

 

IMA PG India Private Limited è pioniere nel campo delle macchine di termoformatura in India, avendo introdotto la sua prima macchina nel 1978. Oggi, l’azienda offre una gamma completa di soluzioni di packaging che include macchine per applicazioni come l’incartonamento, la formazione sotto vuoto rotatoria, la sigillatura a masse rotanti, la chiusura piana e l’intubettamento, oltre al packaging di fine linea. Kollmorgen ha stretto rapporti con IMA PG due anni fa, quando ha fornito prodotti Automation Solution come Motion Controller, HMI, servoazionamenti, servomotori, I/O ecc.

La macchina PG Express è una macchina blisteratrice in produzione presso IMA PG da due o tre anni, ma questa è stata la prima macchina per la quale Kollmorgen ha fornito l’intera soluzione di automazione. Si tratta di una macchina a 3 assi utilizzata per l’indexaggio, l’alimentazione e la punzonatura del blister. Il flusso principale di funzionamento della macchina è composto dalla formazione del blister, dal suo riempimento a caduta con le pastiglie, dalla sigillatura del blister e dal taglio finale del blister. Kollmorgen ha migliorato la velocità della macchina che può ora produrre fino a 450 blister al minuto, rendendo quindi molto più veloce la produzione.

Per risolvere il problema critico del controllo della temperatura, è stata installata una funzione incorporata che è circa 15 volte più veloce dei controllori esterni. Ciò ha permesso di risparmiare i costi di un controllore PID addizionale e, soprattutto, si è tradotto in una migliore qualità e in una riduzione degli scarti.

Il programma è controllato utilizzando un controllore AKD PDMM, un motion controller basato su azionamenti con funzionalità PLC integrata, specificamente progettato per le macchine piccole e compatte tipicamente utilizzate nel campo delle confezionatrici.

Per consentire la massima flessibilità e libertà di programmazione, è stata utilizzato il software Automation Suite™ Kollmorgen, che integra logica PLC, programmazione HMI, Motion control e controllo azionamenti in una singola unità ed è conforme allo standard IEC 61131-3 per i linguaggi di programmazione.

Per rendere la macchina più facile da utilizzare, è stato eseguito un semplice sviluppo del software mediante Pipe Network™, uno degli elementi che distinguono Kollmorgen.