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Stampante desktop ideata per ambienti sterili

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Zebra Technologies Corporation ha aggiornato il proprio portfolio con il lancio della stampante desktop GK420™ per il settore healthcare.

Zebra Technologies Corporation Healthcare Printer

Questa stampante si aggiunge all’intera gamma di stampanti per il settore sanitario con rivestimenti disinfettanti, come la serie QLn Healthcare Solutions e la stampante per braccialetti HC100, a dimostrazione del costante impegno dell’azienda per migliorare la sicurezza dei pazienti che necessitano di assistenza sanitaria.

Progettata per l’utilizzo in ambienti sterili, la stampante GK420 Healthcare può sostenere regolari pulizie effettuate con soluzioni disinfettanti e permette agli operatori di etichettare farmaci e campioni prima e durante gli interventi chirurgici in sala operatoria, rendendo il processo più sicuro ed efficiente.

Tra le altre applicazioni:

• Identificazione dei farmaci

• Elaborazione dei campioni in laboratorio

• Identificazione dei tessuti nei centri di chirurgia

• Etichettatura delle sacche di sangue

• Etichettatura delle cartelle cliniche

• Etichettatura di conformità

• Identificazione e tracking delle risorse

La stampante è certificata Energy Star® e ha un alimentatore certificato per l’uso medico che risponde agli standard della normativa IEC 60601-1 per proteggere i pazienti e il personale, riducendo il rischio di scosse elettriche e migliorando le prestazioni della stampante. La stampante vanta un ingombro ridotto con un design compatto che ne permette anche l’utilizzo da postazione fissa oppure dal carrello, per rispondere al bisogno di flessibilità degli operatori sanitari.

Processori per chiusure farmaceutiche

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LAST Technology è azienda di riferimento nella progettazione e costruzione di macchine di processo per l’industria farmaceutica: macchine per la prevenzione delle infezioni batteriche attraverso processi di lavaggio, contenimento, decontaminazione, depirogenazione e sterilizzazione. La filosofia aziendale – orientata alla qualità – e la flessibilità produttiva hanno portato LAST al raggiungimento di obiettivi importanti, grazie a soluzioni con alti contenuti in tema di prestazioni, sicurezza e affidabilità; in linea con le esigenze della clientela.

LAST

La notevole esperienza maturata in questi anni di attività e gli innumerevoli test di laboratorio permettono all’azienda di offrire apparecchiature e soluzioni ad alte prestazioni per il mercato mondiale. L’invidiabile posizione è stata raggiunta grazie a uno staff dinamico e totalmente fidelizzato, in combinazione con affidabilità ed esperienza in vari settori di mercato.

In LAST è da poco “nata” una generazione di processori per il trattamento completo “all-in-one” di chiusure farmaceutiche. Tali macchine sono completamente automatiche e hanno dimensioni d’ingombro contenute. Le capacità utili di carico sono pari a 250, 300 e 350 litri di prodotto (tappi in gomma, pistoni, ghiere ecc.). Il prodotto è fisicamente separato, durante tutto il processo, in tramogge realizzate in polimero PEEK ™ (conforme a FDA 21 CFR 177,2415 e 90/128 / CEE). I processi integrati di CIP e SIP sono ad alta efficienza. La riduzione delle endotossine e delle particelle è evidente. L’umidità residua sul prodotto è ridotta ai minimi termini. Viene adottato un innovativo sistema automatico di trasferimento prodotto sterilire dal processore agli isolatori (LAST iRTP®). Movimentazioni e automatismi sono ottenuti mediante servomotori ad asse singolo (MOVIDRIVE®). Il software è conforme alle GAMP 5 e FDA 21 CFR Part 11 (LAST iPerformance® per Processori stand-alone o LAST iExcellence® per l’integrazione dei processori con il MES aziendale). L’interfaccia operatore è di tipo intuitivo “user-friendly”. La documentazione di progetto e qualifica processore è strutturata secondo “C&Q Strategy” e normative di riferimento.

Tappi separatori di sostanze. L’evoluzione continua

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Inge Long Life Super Maxi

È stato recentemente brevettato da Inge Long Life Super Maxi, il tappo separatore di sostanze monopezzo con capacità di 1,5 ml

A cura di C. Lizzi

Dopo Long Life, il primo tappo separatore per flaconi monodose realizzato completamente in polietilene in un unico pezzo, Inge SpA presenta un altro “frutto” del suo impegno orientato costantemente alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni innovative di packaging primario.

Realizzato in PE in un unico pezzo con una quantità di materiale plastico ridotta sensibilmente (-55%) rispetto agli altri tappi separatori di sostanza presenti sul mercato a livello mondiale, Long Life Super Maxi rappresenta una novità assoluta, perché mai finora è stato progettato e prodotto un tappo separatore monopezzo con la capacità di 1,5 ml da applicare su flaconi in PET. Coperto da brevetto internazionale, pensato per la nutraceutica, e comunque in tutti i casi in cui c’è necessità di separare sostanze attive in polvere da liquidi, il nuovo tappo Long Life Super Maxi aggiunge ai molteplici vantaggi del tappo Long Life, di cui mantiene inalterate tutte le caratteristiche, un altro beneficio molto importante perché può contenere una maggiore quantità di polvere di sostanze attive. L’azienda, con sede a Garbagnate Milanese (Mi), produce dal 1947 sistemi di packaging in materiali plastici per l’industria farmaceutica, cosmetica, tricologica, diagnostica, nutraceutica, food-complement e prodotti per la casa. Certificata UNI e ISO 9001: 2008, con oltre 260 brevetti nazionali e internazionali e numerosi prodotti registrati negli USA con Drug Master File di tipo III, in oltre 65 anni Inge ha maturato e consolidato un importante know how diventando un punto di riferimento nel settore del confezionamento primario. Dispone di una divisione R&D interna per lo studio di nuovi prodotti che personalizza alle esigenze dei clienti anche in termini di decorazione presso il suo stabilimento dove dispone anche di macchine per serigrafare fino a cinque colori. Con sistemi e impianti tecnologicamente avanzati, l’azienda progetta e realizza internamente gli stampi sia per i flaconi sia per i particolari a iniezione e iniezione-soffiaggio. Infine, sempre internamente, assembla e confeziona in blister e flowpack i suoi prodotti. L’esperienza di Inge nello sviluppo di tappi separatori di sostanze in materiale plastico è lunga. Ha brevettato il primo nel 1968 e da allora ha continuato a lavorare per ottimizzarne le performance e a produrne complessivamente oltre 70 milioni di pezzi all’anno. Oltre a Long Life, tra i più recenti ricordiamo anche Push&Drink, un tappo separatore in polietilene, coperto da brevetto internazionale, che è composto da due pezzi (tappo + racchetta) semplice da utilizzare, con capacità di contenimento che varia da 6 a 16 ml e compatibile con la maggior parte di bottiglie per acqua minerale presenti sul mercato.

Soddisfare esigenze specifiche

Sempre alla ricerca di materiali e tecnologie innovativi per la messa a punto della sua offerta, con Long Life Super Maxi, Inge ha tagliato un nuovo traguardo guardando alle opportunità del mercato degli integratori alimentari, tuttora in crescita e con buone prospettive di ulteriori aumenti in Italia come in Europa e nel mondo. Gli ultimi dati forniti da IMS Health nel corso del secondo “Nutraceutica Forum” (Milano, 1 luglio 2014) parlano di ben 158 milioni di confezioni vendute da agosto 2012 ad agosto 2013. In crescita anche il valore del mercato che dai due miliardi di Euro del 2012 passerà a circa 2,3 miliardi nel 2014. La spinta ad assumere integratori alimentari, soprattutto in ottica di prevenzione, è la sempre maggiore e più incisiva attenzione degli italiani al proprio benessere che, complice anche la crisi, è aumentata e più orientata all’essenzialità rispetto al passato. La cultura salutistica si sta consolidando nel nostro paese dove sette italiani su dieci fanno uso di integratori almeno una volta all’anno, secondo un’altra recente ricerca condotta da Gfk Eurisko per FederSalus, un “fenomeno” questo da considerarsi tra i cambiamenti strutturali sopraggiunti in questi ultimi anni negli stili di vita degli italiani. Cresce il mercato, e di conseguenza crescono le opportunità per le aziende dei settori coinvolti che saranno sempre più chiamate a soddisfare nuove esigenze anche in termini di sistemi di somministrazione semplici e maneggevoli in grado di favorire la compliance. L’uso dei tappi separatori di sostanze è aumentato negli anni. Oggi è diffuso, ma qualche volta il consumatore, soprattutto anziano, fa fatica a miscelare la polvere contenuta nel tappo con la parte liquida contenuta nel flacone perché l’apertura del tappo non è agevole e richiede una certa pressione. Sulla facilità di apertura Inge ha lavorato e testato diverse soluzioni fino a trovare quella più semplice che quindi ha adottato anche sul nuovo tappo Long Life Super Maxi. Dopo il riempimento il tappo separatore, sigillato con una pellicola in poliaccoppiato: alluminio-polietilene-carta, si apre facilmente esercitando una normale pressione sulla sua estremità superiore.

Un’efficace barriera all’acqua

Per i tappi separatori di sostanze la sicurezza è, chiaramente, il pre-requisito su cui fondare tutte le altre caratteristiche perché si deve garantire l’integrità delle sostanze attive contenute salvaguardandola dall’azione dell’umidità ambientale. Attraverso numerosi studi comparativi di stabilità e test di controllo e misurazione dell’umidità relativa, Inge ha dimostrato che, grazie alla loro bassissima permeabilità al vapore, i tappi della linea Long Life sono in grado di assicurare una più elevata protezione nei confronti dell’umidità rispetto ad altri tappi separatori standard in PE. Pertanto Long Life Super Maxi esplica un’azione barriera molto più efficace nei confronti dell’umidità esterna rispetto ad altre capsule standard in PE. Ciò assicura che le sostanze attive come vitamine e probiotici, facilmente biodegradabili, rimangano stabili mantenendo assolutamente inalterate tutte le loro caratteristiche chimiche, fisiche, organolettiche e microbiologiche fino al momento dell’apertura del flacone. Inoltre questa protezione è rafforzata dalla pellicola in alluminio-polietilene-carta con cui la capsula viene sigillata dopo il riempimento.

Linea blister integrata robotizzata. Innovativa ed ergonomica

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Marchesini_group_INTEGRA 320

Si chiama Integra 320 e porta la firma di Marchesini Group la linea nata predisposta per la separazione degli ambienti e realizzata in ottica time e cost saving

 Serena Leali

È un concentrato di innovazione della migliore tecnologia italiana la linea blister integrata robotizzata Integra 320 recentemente presentata da Marchesini Group. L’innovativo sistema di controllo del passo macchina, la sezione di astucciamento e il sistema di apertura astuccio e introduzione prodotto contribuiscono a realizzare performance di produzione elevate, fino a 320 blister e oltre 260 astucci al minuto. Il tutto con un ingombro macchina limitato, reso possibile dall’integrazione in una linea compatta delle fasi di termoformatura del blister e di confezionamento in astuccio. Un Robocombi, il robot a tre assi con testa pick up a ventose brevettato da Marchesini Group, collega le due stazioni riducendo al minimo le operazioni di cambio formato. I gruppi sono composti non più da molte singole parti ma da blocchi integrati, che vengono sostituiti con un unico gesto.

Sezione termoformatrice

Bobine di formatura

Integra 320 ha due portabobine di formatura di serie: una per la bobina in uso e una per quella di scorta, per ridurre la necessità di interventi da parte dell’operatore. Il vano bobine è chiuso da carter trasparenti, che preservano le bobine da eventuali polveri di lavorazione. La macchina è equipaggiata con uno svolgitore film comandato da servomotore che si arresta automaticamente quando finisce il materiale, e da un piano integrato di giunzione del materiale di formatura, con vuoto automatico, che si attiva bloccando il film nella corretta posizione rendendo più veloce l’operazione a ogni fine bobina. Un cutter integrato a scomparsa completa la dotazione di serie.

Stazione di formatura posteriore

La stazione di formatura, comandata da servomotore, è posta sul retro della macchina per un layout più compatto e una separazione netta con la zona di scorrimento del prodotto. Il trascinamento del materiale e il passo macchina sono regolabili direttamente dal display.

Alimentazione prodotto

Il gruppo di alimentazione del prodotto si smonta facilmente, senza necessità di usare utensili. I pezzi si innestano a presa rapida e si sostituiscono velocemente, per garantire velocità nel cambio e precisione nel montaggio. La macchina viene fornita con la predisposizione a montare più gruppi di alimentazione combinati, per semplificare le eventuali operazioni di cambio prodotto. Tutte le parti sono state disegnate per garantire uno scorrimento facile e fluido del prodotto stesso: ogni passaggio è in positivo, così da evitare ostruzioni o angoli morti. Il sistema di aspirazione delle polveri ha punti di aspirazione numerosi e distribuiti in modo capillare lungo tutta la superficie della macchina.

Saldatura in piano

La stazione di saldatura, in piano e in continuo, insegue il film, rendendo possibile la saldatura anche a basse temperature. Il movimento combinato, intermittente e a inseguimento concede ai due materiali un tempo più lungo per saldarsi e una pressione costante su tutta la superficie del blister. In caso di fermo macchina le piastre si aprono, salvaguardando il materiale presente all’interno.

Uscita blister e collegamento robotizzato

Dopo essere stato tranciato, il blister viene prelevato e depositato sul nastro di uscita senza ulteriori trasferimenti prima del prelievo da parte del Robocombi, che ne effettua il pick up, il corretto impilamento e il deposito diretto nei cassetti dell’astucciatrice. La stazione di perforazione e codifica è stata resa ancora più efficiente, con accurata gestione degli scarti, in contenitori separati dedicati.

Sezione astucciatrice

La sezione astucciatrice presenta importanti innovazioni. Grazie a un movimento sdoppiato, il sistema di presa e messa in volume astucci – completamente meccanico e a bagno d’olio, per una maggiore durata e minore manutenzione – preleva e mette in volume in positivo oltre 260 astucci al minuto.

Il magazzino astucci è stato collocato in posizione comoda per il carico, in un’area lontana dal piano di scorrimento prodotto. Le eventuali polveri che si generano dal magazzino cadono quindi a terra e non su organi in movimento.

Anche il sistema di trasporto astucci è stato migliorato: due denti di spinta e di contrasto garantiscono precisione nel trasporto, nonché attenzione all’integrità e alla stabilità degli astucci stessi, anche ad alte velocità.

Gruppo introduzione prodotto con spingitori dotati di controspingitori e motorizzazioni indipendenti. Tutti i gruppi sono movimentati con servomotori brushless, per consentire a ogni stazione di essere indipendente, aumentandone la flessibilità pur lavorando a velocità elevate.

 

L’invenzione che risponde alla Direttiva 2011/62/CE

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IGB fig 1 IGB fig 2La Direttiva 2011/62/CE, di recente recepita dall’ordinamento italiano con il D Lgs. 19.02.2014, impone all’industria farmaceutica l’adozione di “un dispositivo che consenta di verificare se l’imballaggio esterno sia stato manomesso”.

In mancanza di una soluzione tecnica intrinseca all’astuccio (“imballaggio esterno” ndr), le strade per rispondere a tale normativa sono quella della modifica ai macchinari di confezionamento nonché quella dell’applicazione di sigilli, come le etichette o i punti colla.

Tutto ciò avrebbe evidenti e importanti ripercussioni per le aziende farmaceutiche sia in termini di investimenti, sia in termini di riduzione nelle performance di confezionamento, sia, infine, in termini di maggiore complessità nella gestione dei processi.

Igb srl, azienda specializzata nella produzione di astucci per l’industria farmaceutica, ha studiato, brevettato (Patent Pending n. MI2014A000812) e industrializzato un astuccio in grado di rispondere alle nuove norme con lo specifico obbiettivo di ridurre al minimo l’impatto per le aziende farmaceutiche, trasferendo invece l’onere della soluzione all’astuccio.

In particolare, tale innovativo imballaggio si presenta come un normale astuccio in cartoncino dimensionalmente identico agli astucci tradizionalmente impiegati dall’industria del farmaco, dotato, tuttavia, di un innovativo sistema di chiusura che funge da segnalatore di manomissione.

Tali astucci, infine, non impattano neppure sulle abitudini per il consumatore finale; infatti, per l’utente è possibile richiudere l’astuccio esattamente come farebbe con un astuccio classico.

Polimero per film orali e coating

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GIUSTO FARAVELLI

Biopolimero lineare formato da unità di D-maltotriosio legate attraverso legami glicosidici α-1,6, il pullulano è ottenuto per fermentazione dello sciroppo d’amido a opera del microrganismo Aureobasidium pullulans.

Il pullulano è uno dei prodotti di punta della società giapponese Hayashibara, da Febbraio 2012 parte del gruppo Nagase, ed è inserito nel listino prodotti di Giusto Faravelli, Divisione Pharma.

Vanta numerose proprietà: ottima idrosolubilità, anche in acqua fredda; genera soluzioni a bassa viscosità; resistente al calore, agli acidi e alle basi; basso indice glicemico; bassa risposta insulinica; bassa permeabilità all’ossigeno.

Grazie a queste trova applicazione in campo farmaceutico.

Film orali

Il pullulano è noto in letteratura soprattutto grazie alle sue eccellenti proprietà filmanti che lo rendono uno degli eccipienti d’elezione nella formulazione di film solidi orali. I film ottenuti risultano inodore, insapore ed altamente resistenti. Inoltre, in virtù dell’elevata solubilità in acqua, i film si dissolvono rapidamente all’interno della cavità orale, consentendo perciò una semplice somministrazione senza l’ausilio di acqua come richiesto invece per le altre forme solide orali.

Coating

Il pullulano è un ottimo eccipiente per il processo di coating in virtù delle sue proprietà filmanti e leganti. Le compresse rivestite con il 2% di pullulano presentano durezza e tempi di disgregazione paragonabili a quelli ottenuti utilizzando il 3% di HPMC o polimeri acrilici.

I film ottenuti con il pullulano si dissolvono rapidamente senza alterare i tempi di disgregazione delle compresse.

 

In virtù della sua bassissima permeabilità all’ossigeno, i film e i coating ottenuti con questo polimero permettono di veicolare colori, aromi e attivi farmaceutici sensibili all’ossidazione.

Oltre a queste applicazioni legate alle proprietà filmanti, il polimero è anche utilizzato come agente legante nella formulazione di solidi orali e trova inoltre efficace impiego all’ interno di forme farmaceutiche semisolide (unguenti, creme e lozioni).

Produzione di acqua per uso farmaceutico con la tecnologia della elettrodeionizzazione

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Impianto a osmosi inversa da 1500 l/h, completo di EDI anziché secondo stadio a osmosi inversa
Impianto a osmosi inversa da 1500 l/h, completo di EDI anziché secondo stadio a osmosi inversa

Nelle aziende farmaceutiche che impiegano un impianto a osmosi inversa a doppio stadio è oggi possibile sostituire il secondo stadio con una sezione di elettrodeionizzazione EDI messa a punto da Osmoplanet, già largamente sperimentata e usata anche in campo farmaceutico.

Diversi i vantaggi che si possono ottenere attraverso questo sistema: quali una migliore qualità dell’acqua prodotta, in quanto con la EDI è possibile raggiungere facilmente una qualità di 0.5 – 1 *S, mentre con l’osmosi a doppio stadio si raggiunge a fatica il valore di 4.3 *S previsto per la farmacopea europea e quasi mai 1.3 *S come prevista per le norme USP. Inoltre si può raggiungere un aumento di circa il 50% della produzione di acqua, in quanto il primo stadio a osmosi inversa può produrre molta più acqua e la EDI scarta solo il 5% dell’acqua prodotta dal primo stadio, contro il 20% – 30% del secondo stadio a osmosi inversa. Rispetto alla doppia osmosi, il consumo di energia elettrica è ridotto di circa il 50%.

Dentro la cella EDI si ha un voltaggio di circa 100 volt CC, che distrugge normalmente i virus e batteri, mentre le membrane sono spesso inquinate.

Il costo di una sezione EDI è relativamente basso e la sua installazione nell’impianto esistente a doppio stadio è molto semplice in quanto basta fare passare l’acqua prodotta dal primo stadio dentro la cella EDI usando la stessa strumentazione esistente. La cella EDI si può mettere nello stesso skid dell’osmosi a doppio stadio.

Oltre alla sezione EDI , Osmoplanet può fornire impianti completi con capacità da 200 l/h a 20 m3/h.

 

Per guardare avanti

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Quello della serializzazione dei prodotti farmaceutici è un tema attuale e molto sentito dal mercato farmaceutico, nato dalla necessità di tracciare in maniera univoca i farmaci per combatterne la contraffazione e per garantire la sicurezza e la tracciabilità di ogni singolo prodotto lungo tutta la catena produttiva e distributiva.

Dal 2016 l’industria farmaceutica europea dovrà conformarsi alla direttiva 2011/62/UE sui medicinali falsificati, di conseguenza tutte le aziende farmaceutiche dovranno introdurre un sistema di serializzazione; l’impatto della serializzazione sui siti manifatturieri sarà molto significativo.

Mipharm serializzazione

Per anticipare i competitors

Proprio alla luce di questi cambiamenti che stanno avvenendo e alle imposizioni che verranno attuate nel giro di pochi anni, Mipharm ha deciso di anticipare i suoi competitors e diventare quindi una delle prime aziende farmaceutiche italiane a essere in grado di “serializzare”.

Mipharm ha da tempo avviato un progetto congiunto con uno dei suoi principali clienti con l’obiettivo di implementare un sistema per conformarsi alla normativa cinese per la serializzazione, già attiva dal 1 gennaio 2014.

Il progetto è dunque nato per rispondere alle richieste di alcune autorità sanitarie (la prima è la Cina) tese ad assicurare la tracciabilità di ogni prodotto lungo tutto il canale distributivo, evitando il pericolo di contraffazioni. È stato in pratica sviluppato un sistema (macchinario + software) di controllo elettronico tramite “bar code” in grado di raccogliere le informazioni richieste al cliente dalle autorità cinesi. È così iniziato, a partire da gennaio 2014, la fornitura al mercato cinese di un prodotto confezionato in Mipharm.

A quanto risulta, Mipharm è oggi tra i primi produttori farmaceutici in Italia operativo per la “serializzazione” che nei prossimi anni verrà estesa ad altri mercati.

Il fornitore del sistema è Optel Vision; una società canadese focalizzata in sistemi di ispezione e serializzazione del packaging. Il sistema è dotato di quattro telecamere e due scanner per controllare i codici elettronici attraverso l’intero processo di confezionamento.

Le problematiche affrontate

La proposta prevede che l’introduzione della serializzazione in Europa entrerà in vigore dal 2016 e la direttiva spiega che dovranno esserci caratteristiche di autenticità sulla confezione farmaceutica così come dovrà esserci la serializzazione a livello di singola unità di vendita.

Proprio l’Europa ha proposto l’introduzione della serializzazione di farmaci da prescrizione a partire dal produttore, con il controllo sistematico al punto di consegna (farmacia o ospedale). Questo approccio offre un compromesso tra l’obiettivo perseguito di efficienza e il controllo dei costi; la messa a punto delle attrezzature necessarie per questa serializzazione ha tuttavia un costo significativo per le imprese che lo dovranno adottare.

Per i produttori farmaceutici, integrare la serializzazione significa attrezzare le linee di packaging con sistemi di tagging e lettura codici, gestiti da un software dedicato che alimenta un database centralizzato.

I distributori, dal canto loro, devono approntare soluzioni di lettura e richiamo dei dati per permettere un controllo regolare dei prodotti. Infine il farmacista deve essere dotato di strumenti di lettura in grado di interrogare il database centralizzato per verificare che il numero identificativo del prodotto esista veramente, che il prodotto stesso non risulti già venduto o appartenente ad un lotto già ritirato dal mercato.

Un altro problema che Mipharm ha dovuto affrontare, per implementare la serializzazione, è stato quello della velocità delle linee; su linee ad alta velocità è difficile introdurre la serializzazione senza incidere sulla produzione. Inoltre il sistema deve essere in grado di adattarsi alle linee già esistenti, ciascuna con le proprie caratteristiche.

La tematica dunque è complessa e la ricerca della soluzione richiede tempo, risorse, impegno: è essenziale avere soluzioni flessibili e affrontare il problema con largo anticipo. Mipharm lo ha fatto.

Non vi è alcun dubbio che questo ulteriore passo avanti verso una sempre maggiore sicurezza e ottimizzazione della qualità di produzione, porta l’azienda a essere sempre in prima fila per affrontare le nuove sfide che il mercato farmaceutico propone, innovandosi in continuazione e facendolo con i migliori fornitori a livello mondiale.

Tecnologie innovative al servizio del packaging

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SICK_DeltaPacSICK, azienda di rilievo mondiale nella produzione di sensori, presenta DeltaPac, il più recente capitolo del suo ampio portfolio prodotti. Questo sensore consente di rilevare con estrema affidabilità oggetti tra loro adiacenti che scorrono nei flussi di processo, individuandone i bordi. DeltaPac sfrutta Delta-S-Technology®, la soluzione optoelettronica brevettata da SICK, grazie alla quale non è più necessario separare i pacchi sottoposti a un processo di packaging per contarli e controllarne il passaggio. Il potente emettitore con quattro LED Pin-Point 2.0, che hanno un’energia di emissione paragonabile a quella di un laser, è combinato con SIRIC®, una tecnologia ASIC brevettata da SICK. In questo modo, l’apparato di ricezione confronta l’energia luminosa proveniente dal lato destro o sinistro del bordo per comprendere se il bordo stesso sia stato superato o meno. Il sistema di ricevitori è dunque progettato per valutare il differenziale luminoso attraverso il bordo che delimita un pacco dall’altro mentre essi transitano appaiati lungo il processo. Gli spigoli degli oggetti dotati di raggi inclusi tra i 2 e i 20 mm sono identificati in modo affidabile fino a 200.000 pezzi all’ora e velocità fino a 3 m/s. Grazie a DeltaPac alcuni componenti macchina, come i separatori meccanici, non sono più necessari. Ciò si traduce in un risparmio nei costi e in un incremento dello spazio disponibile nella macchina. Inoltre, durante il flusso di produzione, le collisioni sono ridotte al minimo e sono abbattuti i tempi di fermo macchina, il caricamento non corretto nei punti di raggruppamento e la perdita di qualità causata dall’urto tra oggetti, per un’ottimizzazione del tempo, di energia e dell’efficienza della macchina confezionatrice stessa.

Un nuovo modo di immaginare il packaging

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https://www.youtube.com/watch?v=2pc8w2DV8vc

Ci sono alcune intuizioni destinate a migliorare il mondo del packaging. Una delle innovazioni più interessanti degli ultimi anni, firmata Marchesini Group, ha permesso di rendere più efficiente e “green” il confezionamento di un prodotto come le siringhe grazie all’utilizzo, al posto di una linea, di una sola astucciatrice robotizzata che effettua l’intero processo di confezionamento: dalla messa in volume del cassonetto in carta al riempimento con le siringhe fino al confezionamento in astuccio. Il tutto con performance elevate.

L’idea alla base di questa soluzione è l’assenza della termoformatrice a monte – normalmente utilizzata in una linea per creare e sigillare, a partire da bobine di pvc, i cassonetti di plastica in cui vengono alloggiate le siringhe – che viene sostituita da un’astucciatrice che inserisce prima le siringhe in tray di cartone e poi questi all’interno degli astucci. I vantaggi di questa idea alternativa per il packaging delle siringhe sono in termini di maggiore ecosostenibilità, grazie all’utilizzo del cartoncino invece che delle confezioni di plastica, oltre che di minori costi di produzione, dal momento che le siringhe non passano dal processo di termoformatura.

Questa idea di packaging è realizzata dall’astucciatrice orizzontale MA352, disegnata da Marchesini Group per rispondere alla richiesta di un’azienda cinese del pharma. La MA352 ha gruppi di magazzino appositamente studiati per le alte velocità (riesce a confezionare 400 siringhe al minuto) ed è equipaggiata con due alimentazioni robotizzate Robocombi, robot a tre assi con testa pick up a ventose comandati da un unico pc, flessibili e affidabili. Il primo Robocombi preleva, mette in volume e deposita i cassonetti provenienti dai magazzini direttamente nella catena cassetti dell’astucciatrice. Il secondo Robocombi preleva le siringhe ruotandole di 90 gradi per posizionarle in orizzontale dentro i cassonetti. Infine, i cassonetti con le siringhe vengono astucciati singolarmente oppure raggruppati su più strati, in base alle esigenze del cliente.