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Nuova linea guida europea per la farmacovigilanza in pediatria

Dopo 11 anni l’Agenzia europea dei medicinali (EMA) ha pubblicato la nuova linea guida sulla farmacovigilanza dei medicinali utilizzati nella popolazione pediatrica (GVP-chapter IV).linea guida farmacovigilanza pediatria

La linea guida contiene informazioni su come utilizzare al meglio gli strumenti e i processi esistenti rivolti ai bisogni specifici del bambini e su come adattare i requisiti regolatori a questa popolazione.

I farmaci coinvolti sono quelli con indicazione pediatrica o sotto sviluppo pediatrico, ma anche medicinali usati off-label nei bambini.

La farmacovigilanza pediatrica è importante perché gli studi clinici condotti nei bambini sono limitati nel numero dei soggetti coinvolti e nella durata e le reazioni avverse nei bambini possono essere diverse (in termini di frequenza, natura, gravità e presentazione) da quelle che si verificano negli adulti.

Il documento sottolinea anche l’importanza di includere informazioni complete nei report delle reazioni avverse, quali età, altezza e peso, indicazione o utilizzo intenzionale, dosaggio, dose e forma farmaceutica.

 

Cure peggiori se si sovrastima l’allergia alle penicilline

Nove statunitensi su 100 sono convinti di essere allergici alle penicilline e non lo sono. Una convinzione dannosa per la loro salute e il portafoglio.

allergia penicilline

Uno statunitense su 100 è allergico alle penicilline, ma 10 statunitensi su 100 dichiarano nella loro anamnesi di esserlo. Una divergenza che porta a non impiegare questa classe di antibiotici in moltissime persone che potrebbero averne un vantaggio clinico ed economico.

Una persona spesso si dichiara allergica alle penicilline in base alla sua esperienza da bambino o perché un fratello o un genitore lo sono.  Come ha scritto Rita Rubin, su JAMA, la situazione che, in genere, si verifica è la seguente: durante il trattamento con una penicillina il bambino presenta diarrea o rash, i genitori preoccupati chiamano il pediatra e questi dichiara la presenza di un’allergia, senza condurre test specifici e senza considerare che i sintomi riferiti possono essere causati anche dalla patologia in essere. Una volta che un bambino è stato “definito” come allergico alle penicilline si porta questa etichetta per tutta la vita. In questo modo anche da adulto non riceve nessun antibiotico betalattamico e in caso di infezioni vengono subito impiegati antibiotici più costosi, a largo spettro e in qualche caso non efficaci.

In questo modo per evitare un rischio non probabile si aumenta la probabilità di altri rischi, non meno gravi, causati da antibiotici sostitutivi.

Secondo l’American Accademy of Allergy, Asthma &Immunology bisognerebbe fare un test routinario per verificare l’effettiva allergia alle penicilline dei soggetti che si dichiarano tali. Questa pratica sarebbe anche utile per limitare la diffusione delle resistenze batteriche. Questa posizione è condivisa anche da altri medici che suggeriscono di eseguire test di tolleranza su tutti pazienti che si dichiarano allergici che si presentano in ospedale, nelle unità di cure intensive, pronto soccorso, reparti di emergenza, e nel corso della valutazione preoperatoria.

 

 

In calo la reputazione dell’industria farmaceutica in Italia

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Quest’anno, in Italia, la reputazione del settore farmaceutico nel suo complesso è in calo di 6 punti rispetto all’anno precedente (da 72,4 su 100 punti a 66,4 punti). E’ un dato in controtendenza rispetto alla crescita degli scorsi due anni, che sembra essere legato soprattutto all’effetto dell’indecisione degli italiani nelle aree legate eticità, trasparenza, impatto del settore nella società. Sono i dati del rapporto Pharma RepTrak 2018 del Reputation Institute per quanto riguarda il settore farmaceutico italiano.

Pharma Reputation 2018

AbbVie con 72,3 punti si conferma come la società farmaceutica con la migliore reputazione in Italia per il secondo anno di fila.  Scendendo nella Top Ten si trovano poi Menarini (71,2), Angelini (69,9), Roche (69,5) Bristol Meyer Squibb (69,1), Lilly (69,0) Amgen (68,9), Gilead (68,3), Dompé (68,2) e Takeda (67,9). Per gli italiani i fattori che più contribuiscono alla reputazione di un brand sono qualità dei prodotti e dei servizi, un prezzo equo e l’attenzione ai bisogni del paziente, la trasparenza dei processi e dei sistemi di governance, nonché l’eticità della gestione oltre all’attenzione all’impatto sociale e ambientale.

Il modello RepTrak® del Reputation Institute misura la percezione della popolazione italiana in relazione alle principali aziende su sette dimensioni razionali che rappresentano la chiave per la valutazione della reputazione: prodotti e servizi, innovazione, ambiente di lavoro, governance,responsabilità sociale e ambientale, leadership e performance. La misurazione si basa su 3200 intervista raccolte online in tutta Italia.

Se l’anno scorso  la candidatura di Milano come sede dell’Agenzia europea dei medicinali aveva giocato a favore della reputazione del farmaceutico, quest’anno la reputazione delle società farmaceutiche è stata sfavorita dal dibattito sui vaccini.  Altro fattore da considerare è l’evoluzione del paradigma “medico-paziente-farmaco” legata soprattutto alla digitalizzazione dell’area salute.

La sfida viaggia su un duplice livello: a livello di “sistema” sono cruciali le campagne di sensibilizzazione istituzionale per trasmettere all’opinione pubblica l’impegno costante nello sviluppo di nuovi farmaci a tutela della salute pubblica; a livello di singola azienda il valore differenziante ruota, invece, intorno alla capacità di dimostrare la “persona” che sta dietro i farmaci e trovare la chiave per raccontare le singole storie fatte di battaglie e traguardi” afferma Sara Fargion, Consulting Director di Reputation Institute Italy.

Medicinali di importazione parallela e segnalazione reazioni sospette

Una nota del 15 ottobre 2018 Aifa ha fornito indicazioni sulla gestione di sospette reazioni avverse da medicinali da importazione parallela (IP).

AIFA reazioni avverse medicinali importazione parallela

Nella nota sono illustrate due diverse casistiche:

  • Segnalazione di sospetta reazione avversa direttamente da segnalatore al titolare di un medicinale autorizzato tramite procedura di IP: il titolare è tenuto ad inviare la segnalazione stessa alla società che risulta titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio nel Paese da cui è stato importato il medicinale, o, in alternativa, al corrispondente titolare dell’AIC del medicinale di riferimento in Italia, se facente parte della stessa entità legale, che provvederà a sua volta alla relativa registrazione in Eudravigilance.
  • Segnalazione di sospetta reazione avversa è inviata dal segnalatore o direttamente al Responsabile di Farmacovigilanza della struttura sanitaria di appartenenza del segnalatore stesso o direttamente alla Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) attraverso il portale web dell’AIFA (vigifarmaco): il Responsabile di Farmacovigilanza  procedere alla registrazione e validazione della segnalazione nella RNF previa verifica della completezza e della congruità dei dati (cfr. art. 22 del DM 30 aprile 2015).

Nella segnalazione bisogna che segnalatore riporti il nome commerciale esatto del medicinale esatto e il codice AIC (codice di nove cifre) riportati sulla confezione.
Nel caso in cui il medicinale sia riconosciuto come prodotto di importazione parallela, è
opportuno riportare anche il nome del titolare dell’autorizzazione all’importazione  parallela (AIP) anch’esso riportato sulla confezione (generalmente di seguito alla dicitura Prodotto importato da: ).

Si informa inoltre che nelle future determinazioni di autorizzazione all’importazione
parallela, sarà inserito l’obbligo per il titolare dell’AIP di comunicare al titolare dell’AIC del
medicinale importato da un paese dell’UE o SEE l’avvenuto rilascio dell’AIP e le eventuali
segnalazioni di sospetta reazione avversa di cui viene a conoscenza, in modo da consentire di assolvere gli obblighi di farmacovigilanza.

Made China 2025

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Sono molto rari i medicinali innovativi sviluppati e commercializzati in Cina e nessuno dei 46 nuovi farmaci autorizzati negli USA nell’ultimo anno era cinese. Questo nonostante la Cina sia il secondo mercato farmaceutico mondiale e il secondo Paese con il maggior numero di diritti di proprietà intellettuale in campo biotecnologico e farmaceutico.

made in China 2025

Il governo cinese ha deciso di cambiare la situazione e nel 2015 ha lanciato la strategia “Made in China 2025”, un piano che coinvolge tutte le principali aree produttive del Paese. Per quanto riguarda il biofarmaceutico, uno degli obiettivi principali è lo sviluppo di 10-20 prodotti innovativi in grado di raggiungere gli standard internazionali entro il 2020 e metterne in commercio da 20 a 30 entro il 2015.

Made in China 2025Obiettivi
20202025
100 società certificate per l’esportazione in USA, Europa e GiapponeStandard di qualità in linea con quelli internazionali
10-20 medicinali registrati 5-10 nuovi farmaci brevettati autoprodotti autorizzati in USA ed Europa
3-5 nuovi trattamenti di medicina tradizionale cinese registrati
3-5 nuovi medicinali biologici registrati nei Paesi avanzati
Versione generica del 90% dei farmaci blockbuster disponibile alla scadenza brevettuale
10-15 scoperte innovative nelle tecnologie principali

La spesa cinese in ricerca e sviluppo farmaceutica è in crescita ed è passata da 494 milioni di dollari statunitensi a 3.352 milioni USD nel 2011 a 6,647milioni USD nel 2015 ed è stato di 7,178 milioni di USD nel 2016.
La percentuale del mercato globale detenuta dai brevetti cinesi biotech e farmaceutici si è triplicata arrivando al 32% nel 2016, mentre la percentuale dei brevetti concessi è passata dal 10% del 2006 al 18% del 2016. Nello stesso periodo la percentuale di mercato dei brevetti statunitensi è calata dal 32% al 28% e quella dei brevetti statunitensi concessi si è ridotta dal 32% al 30%.
La Cina sta avanzando anche nel campo di trattamenti oncologici innovativi, per esempio 166 dei 400 studi clinici mondiali su CAR-T sono condotti in Cina.
“La quantità non significa necessariamente qualità e la crescita rapida di molti giocatori indica che l’industria sta ancora crescendo e l’ecosistema deve ancora stabilizzarsi” ha dichiarato Marietta Wu di Quan Capital, società di Venture Capital cinese.

Sette italiani su 100 hanno una reazione avversa ai farmaci

Sette italiani su 100 hanno una reazione avversa quando assumono un medicinale, il numero si triplica quando si considera la popolazione ricoverata in ospedale. Inoltre una reazione avversa a un medicinale è alla base di 8 ricoveri ospedalieri su 100.

allergia da farmaco

“In questo scenario- spiega Antonino Musarra, presidente dell’Associazione Allergologi immunologi italiani territoriali e ospedalieri (Aaiito) – le allergie sono circa il 15% del totale delle reazioni avverse dei farmaci. Quelle potenzialmente pericolose per la vita delle persone sono fortunatamente poco frequenti”.

Le reazioni allergiche sono connesse maggiormente connesse a determinate strutture chimiche come penicilline, cefalosporine, alcuni antitumorali, alcuni antiepilettici. Tra le allergie ai farmaci, un tipo di reazione allergica non trascurabile è quella ai mezzi di contrasto che sono frequentemente utilizzati per diversi tipi di esami come, ad esempio, quelli radiologici.

Secondo i primi dati di uno studio Aaiito ancora in corso su 407 pazienti in nove centri di allergologia italiani, i soggetti più a rischio sono quelli con  precedenti esposizioni al mezzo di contrasto (19%) e i soggetti con allergie respiratorie. Tuttavia il 35% delle reazioni si può manifestare in occasione della prima esposizione ai mezzi di contrasto.

Lo studio Aaiito ha l’obiettivo di identificare la percentuale di positività nei pazienti, quali sono i mezzi di contrasto maggiormente responsabili e quali sono i mezzi diagnostici più idonei per accertare la presenza e il tipo di reazione avversa.

“Dal punto di vista della diagnosi – dichiara Francesco Murzilli, vice presidente Aaiito-i test cutanei sono sicuramente lo strumento al momento più affidabile. Il nostro consiglio è quello di effettuare questo tipo di esame entro 6 mesi dall’avvenuta reazione perché con il passare dei mesi la positività cutanea tende a scemare. E’ estremamente importante infine sensibilizzare i radiologi e gli altri specialisti che effettuano esami con mezzi di contrasto per far si che indirizzino subito il paziente all’allergologo appena avvenuta la reazione allergica”.

News dalla riunione PRAC 1-4 ottobre 2018 2018

Nella riunione dell’1-4 ottobre 2018 il Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) ha raccomandato la restrizione d’uso per fluochinolone e antibiotici chinolonici, confermato la precauzione d’uso per dolutegravir.

fluorochinolone eventi avversi

Fluochinolone e antibiotici chinolonici

In seguito a una revisione delle reazioni avverse invalidanti potenzialmente durature, anche se molto rare, riportate con fluorochinolone e antibiotici chinolonici, il PRAC ha raccomandato l’uso di di questi antibiotici solo quando non è possibile usare altri antibiotici.  Alcuni antibiotici di questa classe saranno quindi rimossi dal mercato e sono autorizzati solo per infezioni che non possono essere più trattate con questa classe di farmaci.

La revisione ha incluso i contributi di pazienti, professionisti sanitari e accademici raccolti durante l’audizione pubblica dello scorso giugno.

Dolutegravir

Il PRAC ha confermato la sua precauzione in merito all’impiego di dolutegravir nelle donne in gravidanza e nelle donne che potenzialmente possono avere una gravidanza. Le donne in età fertile devono usare un metodo contraccettivo efficace mentre assumono dolutegravir. Inotre le donne devono sottoporsi a test di gravidanza e questo medicinale non deve essere usato durante il primo trimestre di gravidanza a meno che non ci siano alternative.

La valutazione si basa sui risultati preliminari di uno studio che ha trovato difetti del tubo neurale nei bambini di madri che avevano usato dolutegravir nel primo trimestre di gravidanza.  Sarà condotta una valutazione ulteriore alla conclusione dello studio che al momento è ancora in corso.

 

EMA: on-line il nuovo sito

Il 27 settembre l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha messo on line una nuova versione del suo sito istituzionale su una nuova piattaforma in cloud.

EMA nuovo sito web

La nuova versione mantiene inalterato il contenuto e la struttura del sito precedente e le vecchie URL funzioneranno ancora grazie a un reindirizzamento automatico (è consigliabile tuttavia aggiornare tutti i segnalibri una volta che si è avuto accesso alla pagina con la nuova URL).

I cambiamenti hanno voluto migliorare l’usabilità del sito da parte dei circa 600mila visitatori mensili.  Gli sviluppatori dell’Agenzia hanno:

  • ottimizzato la ricerca, rendendo più facile il reperimento delle informazioni più facile e l’impiego del filtri;
  • reso più pulita la visualizzazione sui dispositivi mobili (snmartphone e tablet);
  • semplificato le URL basandole su localizzazione e titolo;
  • aggiornato il visual design per semplificare maggiormente la navigazione e rendere più piacevole la lettura;
  • disegnato il sito perché funzioni in modo ottimale sui motori di ricerca più aggiornati.

Il progetto di rilancio del sito è stato condotto in collaborazione con La Direzione Generale Informatica Commissione Europea (DIGIT), che sarà anche responsabile dell’hosting e mantenimento per conto di EMA.

“Questa nuova versione del sito – ha dichiarato Guido Rasi, direttore esecutivo dell’Agenzia, – contribuirà a migliorare la comunicazione con i nostri partner e stakeholder, Commissione europea e il nostro network inclusi,  e ci aiuterà a raggiungere i cittadini dell’Unione europea fornendo loro informazioni sui medicinali accessibili e basate su prove scientifiche”.

 

Benzocaina e metaemaglobinemia nei neonati

“I prodotti contenenti benzocaina non devono essere impiegati negli infanti e nei bambini con età inferiore ai 2 anni“. E’ questa l‘avvertenza emessa dalla Food and Drug Administration statunitense (FDA). Secondo l’Agenzia statunitense  i prodotti contenenti questo anestetico locale presentano un rischio  superiore al beneficio  se utilizzati per alleviare il dolore delle gengive durante la dentizione.

benzocaina metaemoglobinemia

Nei bambini con età inferiore ai 2 anni la benzocaina usata per via orale causa metaemoglobinemia, un disturbo che riduce fortemente la quantità di ossigeno trasportata dal sangue, potenzialmente letale e può provocare la morte.

A causa del rischio significativo di metaemoglobinemia i medicamenti OTC con benzocaina usati per alleviare il dolore gengivale della dentizione negli infanti e nei bambini sotto i 2 anni non devono più essere presenti sul mercato, mentre quelli usati negli adulti o nei bambini con età superiore ai 2 anni devono avere una modifica degli stampati  che includa:

  • avvertenza su metaemoglobinemia
  • controindicazione per i genitori e accompagnatori sull’impiego nei bambini con età inferiore ai 2 anni.

 

 

 

Gangrena di Fournier con SGLT2

La Food and Drug Administration, l’ente regolatorio statunitense, ha richiesto l’inserimento di un’avvertenza sul rischio di fascite necrotizzante del perineo (gangrena di Fournier), negli stampati dei medicinali contenenti SGLT2, una classe di farmaci antidiabetici.

SGTL2 infezione genitale

Dal marzo 2013 a maggio 2018 l’infezione si è verificata in 12 casi, uno dei quali ha avuto esito fatale. Nel 2017 circa 1,7 milioni di statunitensi hanno acquistato un SGLT2 e pertanto l’Agenzia ritiene che il numero dei casi potrebbe essere sottostimato.

Questo tipo di infezione in genere si verifica negli uomini, ma nei casi segnalati erano presenti anche cinque donne. La gangrena di Fournier si è sviluppata a distanza di diversi mesi dall’inizio dell’assunzione di un SGLT2 e il farmaco è stato sospeso nella maggior parte dei casi. Tutti i 12 pazienti sono stati ospedalizzati e sottoposti a intervento chirurgico, in qualche caso molto invasivo o ripetuto, alcuni hanno sviluppato complicazioni e uno è morto.
Nella revisione di altri classi di antidiabetici i casi di gangrena di Fournier sono stati solo sei (tutti uomini) in un arco di tempo di oltre 30 anni.