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News dalla riunione PRAC del 5-8 marzo 2018

Nella riunione del 5-8 marzo il Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) ha stabilito la sospensione immediata dal commercio per Zynbrita (daclizumab) e ha controindicato l’uso di Xofigo (radio-223 dicloruro) con Zytiga (abiraterone acetato) e prednisone/prednisolone. Altre decisioni prese riguardano gli antibiotici chinolonici e fluorichinolonici per i quali sarà organizzata un’audizione.

PRAC marzo Ema

Zynbrita (daclizumab)

IL PRAC aveva iniziato una revisione urgente il 2 marzo e nel frattempo la società produttrice aveva ritirato volontariamente il prodotto. Nella riunione odierna il PRAC ha raccomandato la sospensione immediata e il richiamo del medicinale usato nel trattamento della sclerosi multipla. La decisione segue la segnalazione di 12 casi di disturbi infiammatori cerebrali gravi (encefaliti e meningoencefaliti). La decisione del ritiro deve essere ratificata dalla Commissione europea e in parallelo il PRAC andrà avanti  con la revisione e renderà pubblico il risultato finale.

Xofigo (radio-223 dicloruro)

Il PRAC ha controindicato l’uso di Xofigo (radio-223 dicloruro) con Zytiga (abiraterone acetato) e prednisone/prednisolone a causa dei risultati di uno studio clinico preliminare che ha mostrato un rischio aumentato di morte e fratture con questa combinazione di medicinali. Xofigo è un medicinale usato nel cancro della prostata. La decisione deve essere ratificata dalla Commissione Europea.

Chinoloni e Fluorchinoloni

Nel corso della revisione sugli antibiotici chinolonici e fluorchinolonici (orali e iniettabili) il PRAC ha deciso di consultare in un’udienza gli utilizzatori di questi medicinali. La revisione è iniziata nel giugno 1917 per valutare la persistenza di effetti collaterali rari e gravi che coinvolgono, anche per lungo tempo, muscoli, articolazioni e sistema nervoso. L’udienza pubblica si terrà a giugno 2018. E’ questa la seconda udienza pubblica del Prac e segue quella di valproato.

Biogen ritira volontariamente daclizumab

Biogen Idec Ltd  ha informato EMA della sua intenzione di ritirare volontariamente l’autorizzazione al commercio di daclizumab e di sospendere gli studi clinici in corso in Europa. Per maggiori informazioni i pazienti coinvolti nelle sperimentazioni con daclizumab devono contattare il medico sperimentatore.

Daclizumab ritiro Ema

La decisione è contemporanea alla decisione dell’European Medicie Agency (EMA) di iniziare una revisione urgente del farmaco per la sclerosi multipla daclizumab (Zinbryta, Biogen Idec Ltd) in seguito a 7 casi di disturbi infiammatori cerebrali, che hanno inclusi encefaliti e meningoencefaliti, segnalati in Germania e un caso segnalato in Spagna.

I medici europei saranno contattati direttamente per nuove informazioni. Fino ad allora

  • non potranno essere iniziati nuovi cicli terapeutici con daclizumab,
  • i pazienti in trattatmento dovranno essere esaminati attentamente e iniziare un trattamento alternativo il prima possibile.

I pazienti non devono sospendere il trattamento con daclizumab senza informare il proprio medico al quale devono rivolgersi per ulteriori domande.

Nel 2017 daclizumab era stato sottoposto a revisione per i suoi effetti sul fegato e il suo impiego era stato ristretto ai pazienti che hanno tentato almeno altri due trattamenti modificanti la malattia e non possono essere trattati con nessun altra terapia per la sclerosi multipla.

FDA: claritromicina e pazienti cardiopatici

In una nota del 22 febbraio, FDA, l’agenzia regolatoria statunitense,  consiglia cautela prima di prescrivere l’antibiotico claritromicina ai pazienti cardiopatici a causa dell’aumento del rischio potenziale di problemi cardiaci e di morte che possono verificarsi anche a anni di distanza.

claritromicina-farmacovigilanza-FDA

La raccomandazione si basa sulla revisione dei risultati di uno studio di follow up della durata di 10 anni condotto su un gruppo di pazienti affetti da coronaropatia provenienti da uno studio clinico (CLARICOR) che per primo aveva messo in luce il problema di sicurezza.

FDA ha aggiunto una nuova avvertenza sull’aumento del rischio di morte nei pazienti con malattia cardiaca e ha avvisato i medici prescrittori di valutare l’impiego di altri antibiotici in questa tipologia di pazienti. La claritromicina è un antibiotico in commercio da oltre 25 anni e non ha alcuna indicazione per l’impiego coma farmaco per il trattamento di patologie cardiache.

Lo studio CLARICOR aveva evidenziato un aumento delle morti tra i pazienti con coronaropatia che avevano ricevuto un trattamento di 2 settimane con claritromicina, un dato che è diventato più evidente dopo che i pazienti sono stati seguiti per un periodo di un anno o anche più lungo. Al momento manca una spiegazione chiara sulle cause che portano claritromicina ad avere più morti del placebo.

“Mancano studi prospettici, randomizzati e controllati con misure di outcome sulla sicurezza a lungo termine in seguito al trattamento con claritomicina nei pazienti che non hanno patologie cardiache” si legge nella nota FDA.

 

 

 

News dalla riunione PRAC di febbraio 2018

Nella riunione del 5-8 febbraio 2018 il Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) ha emesso nuove raccomandazioni per valproato, flupirtina, retinoidi e una misura temporanea per ulipristal acetato  (Esmya).

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Valproato 

Se indicato nel trattamento di emicrania, disturbo bipolare ed epilessia, valproato non deve essere usato in gravidanza e può essere impiegato dalle donne in età fertile solamente se è in atto un programma di prevenzione delle gravidanze. In alcuni casi in cui non è possibile  sospendere il trattamento in corso le pazienti continuare ad usare questo farmaco anche segravide con il supporto di uno specialista.
PRAC ha anche raccomandato l’inserimento sul confezionamento esterno:

  1. Avvertimento visivo (testo incorniciato, simbolo/pittogramma), relativo ai rischi in gravidanza a adattato alle singole realtà nazionali.
  2. Scheda di promemoria che il farmacista può discutere con il paziente durante la dispensazione.
  3. Materiale educazionale aggiornato per i professionisti sanitari.

Il programma di prevenzione della gravidanza deve includere una valutazione del rischio di potenziale gravidanza; un test di gravidanza prima dell’inizio e, se necessario, durante il trattamento; counselling sui rischi di trattamento con valproato; spiegazione sulla necessità di una contraccezione efficace durante il trattamento; una revisione del trattamento (almeno annuale) da parte di uno specialista e l’introduzione di un modulo di riconoscimento del rischio.
Poiché i medicinali contenenti valproato sono stati approvati con procedure nazionali il PRAC invierà le raccomandazioni al Co-ordination Group for Mutual Recognition and Decentralised Procedures – Human (CMDh) che adotterà una posizione per l’armonizzazione delle misure nazionali.

Ulpristal acetato (Esmya)

Le donne che assumono ulpristal acetato per il trattamento di fibromi uterini devono monitorare  la funzionalità epatica con costanza. Nessuna nuova paziente deve essere messa in trattamento con il farmaco e nessuna paziente che ha terminato il ciclo deve iniziarne una nuovo. Sono misure temporanee in attesa del completamento della revisione di ulpristal acetato iniziata nella riunione di novembre 2017.

 Flupirtina

I rischi, soprattutto epatici, dell’antidolorifico flupirtina sono superiori a i benefici apportati al paziente e per questo l’AIC deve esere ritirata. Nel 2013 il farmaco era stato già sottoposto a revisione da parte di Ema a causa di gravi problemi epatici. L’Agenzia aveva introdotto le seguenti misure restrittive nell’utilizzo: non superiore a 2 settimane nei pazienti con dolore acuto che non potevano usare altri antidolorifici e test di funzionalità epatica settimanali durante il trattamento. La revisione odierna del Prac ha evidenziato come queste misure non siano state seguite nella pratica clinica e le reazioni avverse abbiano continuato ad avvenire creando una situazione che ha portato alla sospensione dell’autorizzazione al commercio di flupirtina.

Retinoidi 

Le misure di prevenzione della gravidanza dei medicinali retinoidi devono essere aggiornate e deve essere aggiunta un’avvertenza sui possibili rischi di disturbi neuropsichiatrici (quali depressione, ansietà e variazioni dell’umore). La revisione del PRAC ha infatti confermato che tutti i retinoidi (assunti per via orale e topica per il trattamento di diversi disturbi delle pelle) possono avere un’effetto sui feti e non devono essere usati in gravidanza. Acitretina, alitertioina e isotretinoina non devono essere assunte da donne in età fertile e a meno di non mettere in atto misure di prevenzione della gravidanza.

EMA vs FDA: 92 vs 46 nuove autorizzazioni nel 2017

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L’European Medicines Agency, l’agenzia regolatoria europea, e FDA hanno reso noti i numeri delle loro attività per quanto riguarda le autorizzazioni al commercio (AIC) valutate nel 2017.

EMA FDA approvazioni 2017

Nel 2017 EMA ha emesso 92 pareri positivi per AIC, 35 dei quali riguardavano un nuovo principio attivo, mai commercializzato in Europa. Tra questi 2 nuove terapie avanzate e 19 farmaci orfani. La valutazione accelerata è stata applicata 7 volte.

Sono state concesse anche 51 estensioni di indicazioni.

Nel 2016 i pareri positivi sono stati 81, 27 dei quali relativi a nuove sostanze.  Sette farmaci orfani hanno avuto parere positivo.

Negli USA le nuove approvazioni di FDA sono state  46, il numero più alto di autorizzazioni negli ultimi 21 anni e più del doppio delle 22 autorizzazioni del 2016. Le nuove entità chimiche che hanno avuto l’accesso al mercato sono state 31. Le aree terapeutiche in maggiore espansione sono state l’oncologia e le malattie rare. Lo scorso anno FDA ha approvato per la prima volta anche 74 nuovi farmaci generici.

Loperamide: meno compresse nelle confezioni

La Food and Drug statunitense sta collaborando con i produttori di loperamide, un antidiarroico molto diffuso venduto come OTC, per diminuire il numero delle compresse nel confezionamento.

FDA loperamide reazioni avverse

È una misura proposta dell’Autorità statunitense per cercare di limitare l’uso improprio e l’abuso intenzionale del farmaco che, se assunto a dosi molto superiori di quanto approvato, porta a gravi problemi cardiaci e a morte. Il dosaggio approvato di loperamide è di 8 mg al giorno per automedicazione e 16 mg al giorno se somministrata sotto prescrizione medica. Il periodo di utilizzo è inferiore ai 2 giorni se usata senza controllo del medico. Il principio attivo agisce sui recettori oppioidi dell’intestino rallentando così la peristalsi intestinale. A dosi più elevate (70- 100 mg) viene usata per ridurre i sintomi della dipendenza da antidolorifici oppiacei e a scopo ricreativo. L’uso “alternativo” è favorito anche dalla facilità di acquisto e dal basso costo.

La reazione avversa legata al dosaggio era già stata segnalata (48 segnalazioni di alterazioni del ritmo cardiaco, 31 ricoveri tra cui 10 decessi dall’approvazione) e nel 2016 era stata inserita di un’avvertenza negli stampati nel 2016. Una misura che non ha scoraggiato l’uso ad alte dosi a scopo ricreativo o per autotrattamento dell’astinenza da oppiacei e ha portato l’Agenzia a cercare una soluzione in grado di limitare fisicamente l’approvvigionamento del medicinale senza ostacolarne l’impiego consentito.

Non sono stati segnalate reazioni avverse cardiache quando loperamide è impiegata al dosaggio approvato come antidiarroico.

 

 

 

 

Drug Safety Communication e social media: FDA può migliorare

I social media stanno diventando un mezzo di comunicazione importante anche per le Agenzie regolatorie che hanno aperto diversi account e li usano anche per comunicare le loro decisioni e gli avvertimenti relativi alla sicurezza dei farmaci (Drug Safety Communication). Purtroppo spesso le Autorità non riescono ad utilizzare i social media in modo ottimale e sfruttano le potenzialità della rete e dei social.

segnalazione reazioni avverse sui social media

“FDA dovrebbe prendere in considerazione strategie per disseminare più attivamente  informazioni sulla sicurezza attraverso i social media, soprattutto quando la comunicazione richiede aggiornamenti. FDA poi potrebbe collaborare attivamente con siti come Wikipedia, che i cittadini consultano frequentemente per trovare informazioni sui farmaci” sottolinea Aaron Kesselheim, coordinatore di una ricerca, condotta con il finanziamento di FDA,  sulla comunicazione social e online di due DSC relative a zolpidem del 2013.

FDA aveva pubblicato le DSC sul suo sito. La prima DSC (relativa al rischio di  compromissioni la giornata successiva all’assunzione e le necessità di ridurre il dosaggio) conteneva anche un comunicato stampa ed era stata condivisa sulla  pagina Facebook e tre account Twitter dell’Agenzia statunitense. La portata della comunicazione era stata di 61 condivisioni su Facebook e 111 retweet. La seconda DSC (relativa all’approvazione della modifica degli stampati), invece, non è stata condivisa su Facebook e twittata da un solo account con tre tweet e 37 retweet).  Tra ottobre 2012 e agosto 2013 i ricercatori hanno identificato 174mila tweet e 59mila post di Facebook relativa a zolpidem. Circa il 9% dei tweet e il 5% dei post di Facebook era relativo ad eventi avversi.

Le ricerche si Google sono aumentate la settimana del primo DSC, mentre la voce su zolpidem diWikiedia è stata aggiornata dopo la pubblicazione di entrambe le DSC, ma queste comunicazioni non sono mai state usate inizialmente come fonte nella compilazione della voce.

Oggi i social media come Twitter sono utilizzati attivamente da molti professionisti, istituzioni accademiche e società e molti professionisti sanitari sono coinvolti attivamente nei social media. Sono dati che dovrebbero aumentare la probabilità che i contenuti FDA diffusi sui social abbiano un impatto sulla salute pubblica, sempre che la comunicazione social e online siano strutturate strategicamente.

Con BPCO aumenta il rischio di reazioni avverse

Le persone affette da BPCO (broncopneumopatia cronico ostruttiva) è facile che assumano diversi farmaci con reazioni avverse simili (ADR) e siano affette da più patologie concomitanti. Per questo è più probabile che chi è affetto di BPCO abbia un rischio aumentato di reazioni avverse.

 

BPCO reazioni avverse

In particolare la concomitanza di BPCO e cardiopatia aumenta il rischio di cadute o danno renale, mentre quella di BPCO con disturbi mentali aumenta la probabilità di assumere medicinali che predispongono a costipazione, depressione del sistema nervoso centrale e sanguinamento.

Sono i risultati di una ricerca pubblicata sul British Medical Journal da un gruppo di ricercatori scozzesi guidati da Frances Mair (Università di Glasgow, Regno Unito). i ricercatori hanno valutato multimorbidità, polifarmacia e rischio di ADR nei partecipanti presenti nella banca dati britannica UK Biobank.

I medicinali che portano all’aumento del rischio sono per lo più indicati per il trattamento di patologie associate piuttosto che per la BPCO.

“Le ricerche future dovranno affrontare l’effetto sugli obiettivi di salute della coprescrizione di numerosi farmaci con ADR potenziali simili. Le linee guida per il trattamento della BPCO  devono enfatizzare la necessità di valutare la multi-morbidità” concludono gli autori.

 

Il genoma dei britannici aiuterà la ricerca farmaceutica

Nel 2020 il genoma di 500mila volontari britannici di UK biobank sarà reso pubblico e messo a disposizione della ricerca scientifica. In questo modo sarà possibile collegare il genoma con numerosi dati della biobanca ed accelerare la scoperta di nuovi farmaci.

genoma e nuovi farmaci

 

È la conseguenza dell’accordo fra sei industrie farmaceutiche (Regeneron Pharmaceuticals, AbbVie, Alnylam, AstraZeneca, Biogen e Pfizer) e l’UK Biobank, una banca dati pubblica che contiene dati medici, risultati di test, valutazioni psicologiche, ma anche abitudini di vita e il materiale genetico di 500mila volontari britannici con almeno 250mila fenotipi diversi. Il sequenziamento sarà eseguito presso Regeneron Genetics Center (RGC), uno dei principali e sofisticati centri di sequenziamento del genoma umano.  L’accordo porterà ad avere una mole enorme di dati a disposizione dei ricercatori in soli tre anni.

Con l’accordo le industrie farmaceutiche contribuiscono con circa 60 milioni di euro (10 milioni ciascuna) al sequenziamento genetico dei circa 20mila geni di ogni volontario e potranno usare i dati in esclusiva fino al 2020.   Dopo tale data tutto sarà di pubblico dominio, anche se sarà rispettata la privacy dei volontari.
L’UK biobank è nata circa 20 anni fa da un investimento di circa 210 milioni di Euro del governo britannico e di alcune organizzazioni benefiche. Nel periodo dal 2006 al 2016 mezzo milione di sudditi di Sua Maestà hanno donato materiale genetico e condiviso informazioni sanitarie.
A luglio un gruppo di scienziati impegnati in 406 progetti ha potuto avere un assaggio del valore dell’accordo e scaricato molti Terabyte di dati e avuto la possibilità di indagare la relazione tra geni e dieta o tra DNA e malattie mentali. Tutto questo sarebbe stato se non impensabile almeno molto lungo e complicato fino a pochi anni fa a causa di problemi tecnologici e di costi necessari a costruire una biobanca.
«Verranno fuori così tante informazioni da questa partnership che non esiste una sola società che possa utilizzare da sola tutte le nuove informazioni raccolte. Pensiamo che questo darà una forte accelerazione alla scienza» ha dichiarato George D. Yancopoulos, direttore delle vendite di Regeneron.
Un’altra conseguenza dell’accordo sarà il dominio britannico sulla ricerca biomedica. «UK Biobank – prosegue Yancopoulos – sarà il primo posto dove gli scienziati andranno a ricercare informazioni e per i prossimi 5-10 anni».

Ibuprofene e calo della fertilità maschile

L’impiego di ibuprofene, un analgesico venduto anche come prodotto da banco, può portare i maschi adulti a svilupppare ipogonadismo compensato, una condizione clinica prevalente negli uomini anziani associata a disturbi riproduttivi e fisici e collegata a problemi di fertilità.

ibuprofene fertilità

Sono i risultati di uno studio pubblicato su PNAS  da un gruppo di ricercatori danesi e francesi coordinati da David Møbjerg Kristensen (Università di Copenhagen, Danimarca , e Università di Rennes, Francia) e Bernard Jégou (Università di Rennes, Francia).  I ricercatori hanno condotto uno studio clinico randomizzato e controllato con placebo per valutare un possibile effetto di ibuprofene sul feedback ipofisi-gonadi.  Ibuprofene (600 mg) o placebo sono stati somministrati per due settimane prima e 30 giorni dopo una singola sessione di esercizio fisico. In parallelo sono stati condotti alcuni test ex vivo su un modello d’organo per esaminare l’effetto diretto dell’analgesico sulla fisiologia del testicolo umano e test in vitro su una linea cellulare. I dati poi sono stati incrociati e valutati insieme.

Lo studio ha dimostrato che ibuprofene porta a una repressione trascrizionale delle cellule endocrine nei testicoli umani. In particolare, la sperimentazione ha mostrato che l’impiego di ibuprofene negli uomini porta a un aumento di ormone luteinizzante (LH), una diminuzione del rapporto testosterone/LH e in misura minore a una diminuzione del rapporto inibinaB/ormone follicolo-stimolante (FSH) e a una diminuzione dei livelli dell’ormone antimulleriano (AMH) prodotto dalle cellule del Sertoli.

Lo studio ha aggiunto un ulteriore tassello ai diversi studi e osservazioni, riportate anche di recente, che hanno riportato una relazione inversa tra esercizi di resistenza e libido maschile. Ibuprofene è un farmaco spesso abusato nell’ambiente delle gare di resistenza ed è il trattamento farmacologico preferenziale per il dolore cronico e l’artrite.

E’ da non sottovalutare poi il fatto che gli uomini ipogonadismo compensato possano progredire a ipogonadismo primario conclamato, malattia caratterizzata da bassi livello di testosterone circolante con sintomi prevalenti quali riduzione della libido, diminuzione della massa e della forza muscolare umore depresso e astenia.