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Malattia di Parkinson

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La malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa a evoluzione progressiva, caratterizzata principalmente dalla difficoltà a controllare i movimenti e a mantenere l’equilibrio (instabilità posturale), con tremore a riposo, rigidità muscolare, bradicinesia e acinesia.

Parkinson
Nella malattia di Parkinson, l’alterazione delle vie dopaminergiche nigrostriatali ha conseguenze motorie, cognitive e sull’elaborazione emotiva delle informazioni

Alla base di questo disturbo del movimento c’è la perdita dei neuroni dopamminergici contenenti neuromelanina (neuroni pigmentati) della pars compacta della substantia nigra nel mesencefalo.

La degenerazione avviene a partire dai neuroni pigmentati della regione ventrolaterale, prosegue con quelli della medioventrale e infine con quelli della regione dorsale. Questo andamento segue una topografia tipicamente opposta rispetto a quella dell’invecchiamento fisiologico.

I gangli della base (nuclei caudato, putamen e pallido), essendo innervati dal sistema dopaminergico attraverso i cinque circuiti motorio, oculomotore, associativo, limbico e orbitofrontale, sono le aree cerebrali più colpite nella malattia di Parkinson, con la conseguente compromissione delle funzioni regolate da questi circuiti.

Nei soggetti parkinsoniani, le proiezioni delle vie dopaminergiche sulla corteccia prefrontale e sui gangli basali sono deficitarie. Di conseguenza la working memory per il riconoscimento delle espressioni dei visi può alterarsi. Questi pazienti presentano problemi nel riconoscere le facce tristi, quelle arrabbiate e quelle impaurite.

L’alterazione delle vie dopaminergiche nigrostriatali, quindi, non ha soltanto conseguenze motorie e cognitive, ma coinvolge anche l’elaborazione emotiva delle informazioni.

La malattia di Parkinson può determinare la perdita di altri neuroni di diverse aree del sistema nervoso centrale e periferico e anche di cellule colinergiche.

In tutte le aree colpite, si formano neuriti distrofici chiamati neuriti di Lewy. Nelle cellule nervose rimanenti, si formano corpi di Lewy, inclusioni citoplasmatiche formate prevalentemente da αsinucleina e da prodotti di degradazione di proteine, di acidi grassi, della sfingomielina e di polisaccaridi.

Sintomi della malattia di Parkinson

I sintomi motori tipici quali tremore degli arti superiori, rallentamento dei movimenti, rigidità muscolare con tendenza a piegare in avanti il busto, possono essere preceduti da segnali non motori che possono manifestarsi anche anni prima. I principali sono: mancanza di olfatto, disturbi del sonno (insonnia o sonnolenza diurna), disturbi della sfera cognitiva e affettiva, depressione, disturbi del sistema gastro intestinale.

Fattori di rischio della malattia di Parkinson

L’eziologia non è ancora completamente conosciuta e sembra multifattoriale.

Si riconoscono possibili fattori genetici e ambientali.

I fattori genetici riguardano alcune mutazioni, come quelle di geni che codificano per l’αsinucleina o per la glucocerebrosidasi.

La familiarità rappresenta un rischio lievemente superiore rispetto a quello della popolazione generale.

I fattori ambientali comprendono l’esposizione ad alcuni pesticidi, solventi e metalli pesanti.

Altro fattore di rischio è rappresentato dall’età: la maggior parte dei casi si manifestano dopo i 65 anni d’età.

L’attività fisica è un fattore protettivo dimostrato. Popolazioni molto attive, caratterizzate dal praticare attività fisica, hanno minore incidenza.

Diagnosi della malattia di Parkinson

La diagnosi è prettamente clinica e spetta al neurologo che si basa su dati anamnesici e su un esame neurologico.

Si ricorre a risonanza magnetica cerebrale per escludere cause che mimano la malattia come, ad esempio, una sofferenza vascolare.

Per individuare con esattezza quali neuroni dopaminergici hanno perso la propria integrità, si può ricorrere a SPECT con daTSCAN. Questo è un radiofarmaco iniettabile il cui principio attivo è ioflupane marcato con Iodio-123.

Ioflupane è un analogo della cocaina che forma un legame ad elevata affinità con il vettore pre-sinaptico della dopamina. Così ioflupane (123I) radiomarcato può essere utilizzato come marcatore sostitutivo per esaminare l’integrità dei neuroni dopaminergici nigrostriatali.

È indicato per rilevare la perdita di terminazioni neuronali dopaminergiche funzionali nel corpo striato. Può agevolare la differenziazione del Tremore Essenziale dalle Sindromi Parkinsoniane correlabili al Morbo di Parkinson idiopatico, Atrofia Plurisistemica e Paralisi Sopranucleare Progressiva senza consentire di discriminare queste tre forme.

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Il Parkinson nascosto nella saliva

Aurobindo sviluppa impianti produttivi dedicati al mercato Europeo

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Aurobindo Pharma Ltd. – azienda farmaceutica verticalmente integrata a livello mondiale, con un ampio portfolio di prodotti esteso a diverse aree terapeutiche che comprendono antibiotici, farmaci antiretrovirali, cardiovascolari, neurologici, gastrointestinali e antiallergici – dopo l’acquisizione, nell’aprile 2014, delle sette divisioni commerciali di Actavis in Europa, sta ora procedendo nello sviluppo di una vasta gamma di servizi dedicati soprattutto ai mercati dell’UE. aurobindo

«L’acquisizione ha consentito ad Aurobindo di raggiungere una massa critica in Europa occidentale, posizionandosi tra le prime 10 aziende in numerosi mercati chiave», ha dichiarato Muralidharan, senior vice presidente delle attività europee per Aurobindo. «Costruire siti di produzione, di stoccaggio e di Ricerca & Sviluppo per l’Unione Europea è in linea con la nostra visione di diventare una società farmaceutica verticalmente integrata, leader non solo in Asia, ma in tutto il mondo».

Aurobindo negli ultimi mesi ha integrato le (ex) divisioni commerciali Actavis in Europa e ha rimodellato le organizzazioni locali, per ottenere una completa inversione di tendenza. Kalman Petro, vice presidente responsabile per l’Europa Sud Ovest e strettamente coinvolto nel processo di integrazione e acquisizione, spiega: «Come risultato dell’integrazione manageriale a livello internazionale e locale, le divisioni, inizialmente in perdita, stavano già mostrando un trend positivo alla fine del 2014. Dopo la fase di integrazione, Aurobindo si sta focalizzando nel creare una base solida in Europa ed è completamente orientata a sostenere il proprio business in farmacia e in ospedale per quanto riguarda il portfolio dei farmaci equivalenti, dei proprio prodotti brandizzati e dei propri prodotti di automedicazione».

«Con la società proprietaria di sedici impianti di produzione high-tech e di due centri di Ricerca & Sviluppo, Aurobindo esporta già in più di 125 Paesi – ha dichiarato Arvind Vasudeva, CEO della divisione Formulazioni. – Lo sviluppo di quattro nuovi siti completamente dedicati ai mercati europei ad alto volume consentirà di migliorare ulteriormente la competitività dei costi e accelerare la nostra strategia di diventare un player significativo nel mercato genericista in Europa».

«La maggior parte delle aziende farmaceutiche di tutto il mondo beneficiano dell’alto livello di competenza e di economie di scala presenti in Asia, ma solo pochi hanno accesso ai propri siti produttivi – ha osservato Vasudeva. – I siti di proprietà della società ci permettono di sorvegliare il processo completo (dalla produzione dei Principi attivi, alla ricerca e allo sviluppo fino alla produzione), in modo che i prodotti farmaceutici siano conformi ai più elevati standard regolatori». I quattro nuovi siti sono previsti per il periodo compreso tra la fine del 2015 e la metà del 2016. Questo aggiungerà alla capacità produttiva attuale quasi un miliardo di unità al mese. Essi saranno in grado di soddisfare l’elevata richiesta di volumi in Europa per il business in farmacia e in ospedale per quanto riguarda il porfolio di farmaci equivalenti, di farmaci brandizzati e di automedicazione.

 

Montenegro acquisita rappresentanza per l’Italia dei prodotti Coperion

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A partire da settembre 2014, la società Montenegro S.r.l. ha acquisito la rappresentanza per l’Italia dei prodotti Coperion GmbH destinati esclusivamente alle aziende del settore delle materie plastiche e chimiche.

Montenegro

Coperion è un’azienda di riferimento nella produzione di componenti per la movimentazione di prodotti solidi, con esperienze su più di 10.000 prodotti differenti.

Questi componenti sono utilizzati per il trasporto pneumatico e lo scarico di prodotti sfusi e devono soddisfare le richieste molto severe in termini di robustezza ed affidabilità. I componenti principali sono:

  • Valvole rotative, disponibili in diverse grandezze ed esecuzioni. Disponibili versioni certificate Atex per zona 0/20 (II 1 GD) o 1/21 (II 3 GD) e possono essere utilizzate come barriera alla propagazione delle fiamme ST2. Alcune versioni sono resistenti alla pressione da esplosione fino a 10 bar grazie alla loro rigida costruzione;
  • Valvole deviatrici, disponibili in diverse grandezze ed esecuzioni;
  • Valvole di intercettazione a ghigliottina, disponibili in diverse grandezze ed esecuzioni;
  • Campionatori di prodotto inseribili in trasporto pneumatico o per caduta libera;
  • Ulteriori informazioni sull’azienda e sui prodotti sono disponibili sul sito di Coperion .

European Business Awards. Giusto Faravelli in corsa per la seconda fase del premio

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Dopo aver superato con successo la prima fase degli European Business AwardsGiusto Faravelli – uno dei 50 National Champion italiani – è ora pronta ad affrontare la seconda fase, cominciata ufficialmente il 6 gennaio.

In particolare, Giusto Faravelli concorre per il premio Customer Focus. L’azienda che alla fine di questa seconda fase di votazione pubblica avrà ricevuto il maggior numero di voti verrà nominata National Public Champion, un’altra tappa fondamentale per aggiudicarsi il titolo finale di European Champion.

Nel video che la vede protagonista l’azienda, il CEO Luca Benati illustra il lavoro svolto negli ultimi 18 mesi, presentando i risultati e le aspettative per il futuro. A dispetto delle difficoltà che hanno segnato il panorama economico globale, l’operato dell’azienda è stato positivo.

“Con sole 7 settimane a disposizione per la votazione, speriamo davvero di poter contare sul supporto del pubblico. Questa fase del premio è fondamentale e si rivolge non solo ai nostri clienti già consolidati, ma anche ai potenziali”.

Fino al 24 febbraio è possibile votare per sostenere Giusto Faravelli. Come? Semplice. Clicca sulla foto!

 Giusto Faravelli

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Prasugrel per cardiopatia coronarica promossa in classe I

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La terapia orale antiaggregante con Efient® (prasugrel) è stata promossa in classe I per il trattamento della sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTE-ACS) dalle Linee Guida sulla rivascolarizzazione miocardica della Società Europea di Cardiologia (ESC) e dall’Associazione Europea di chirurgia cardio-toracica (EACTS).

globuli rossi

Questo upgrade si aggiunge a quello già ottenuto dal farmaco per l’infarto grave, conosciuto anche come infarto del miocardio con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI),  e conferma prasugrel – molecola scoperta da Daiichi Sankyo con il suo partner giapponese Ube Industries e sviluppata in partnership con Eli Lilly & Co – come terapia di prima linea nei pazienti affetti da sindrome coronarica acuta sottoposti a intervento coronarico percutaneo (ACS-PCI), come autorizzato dalla Commissione Europea nel 2009 per la prevenzione di eventi aterotrombotici in combinazione con aspirina.

Inoltre, un’analisi post-hoc sul trial Triton-Timi 38 basata sulla somministrazione di prasugrel per 12 mesi dimostra che il trattamento con prasugrel in accordo con l’indicazione europea porta a una significativa riduzione del 27 % del rischio relativo degli eventi ischemici (morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale o ictus non fatale, inclusa la trombosi da stent), rispetto a clopidogrel. Sul totale dei 13.608 pazienti coinvolti nello studio, ne sono stati selezionati retrospettivamente 10.074  per comparare efficacia e sicurezza tra i due gruppi di trattamento, prasugrel 10 mg e clopidogrel 75 mg, come dosi di mantenimento durante i primi 12 mesi di terapia. L’obiettivo  chiave di efficacia in questa analisi era l’endpoint composito di morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale o ictus non fatale, mentre quello di sicurezza era la valutazione dei sanguinamenti maggiori non correlati a by-pass, secondo la classificazione TIMI. L’aumento significativo di questi sanguinamenti viene ridotto quando si rispetta l’indicazione europea (aumento non significativo a 12 mesi). Questa ulteriore analisi ha dimostrato che la durata della terapia è cruciale nel determinare l’efficacia.

La malattia cardiaca coronarica, che può evolvere in sindrome coronarica acuta,  in UE è la più  comune causa di morte, responsabile di più di 741.000 decessi ogni anno.  L’infarto è la principale manifestazione della malattia cardiaca coronarica, che si presenta quando le arterie sono ristrette o ostruite da colesterolo e depositi di grasso. In alcuni casi la placca che ostruisce le arterie  può disgregarsi e causare un trombo che blocca parzialmente o completamente l’afflusso di sangue al cuore, causando appunto  la sindrome coronarica acuta. In molti casi l’arteria viene riaperta con un intervento coronarico percutaneo grazie al posizionamento di uno stent.

3DPrint Hub

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In programma dal 5 al 7 marzo 2015 a fieramilanocity, Milano, 3DPrint Hub – progetto ideato da Senaf e tra i vincitori del Bando Innovafiere indetto da Regione Lombardia, Camera di Commercio di Milano e Fondazione Fiera Milano per favorire i processi d’innovazione del sistema fieristico milanese – mostrerà come cambia il mondo della produzione a fronte dell’innovazione portata dalla stampa 3D professionale, definendo trend e sviluppi futuri del settore.

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Durante i tre giorni di manifestazione, la parte espositiva – riservata a produttori di stampanti, scanner e software, materiali, tecnologie additive e nuovi servizi per la stampa 3D – sarà affiancata da numerose aree dimostrative, workshop, convegni, dibattiti, aree mostra e presentazioni tecniche. Tutte queste iniziative consentiranno alle aziende di comprendere al meglio i vantaggi che la stampa 3D può portare al business in termini di: processo produttivo più veloce, maggiore innovazione, riduzione dei tempi di immissione sul mercato di nuovi prodotti, riduzione dei costi di sviluppo, contenimento degli sprechi, produzione di volumi ridotti e prodotti personalizzati.

Secondo quanto rileva l’Osservatorio 3DPrint Hub realizzato da Senaf in vista di 3DPrint Hub, il mondo delle imprese della stampa 3D è costituito per lo più da piccolissime aziende con fatturati inferiori al milione di euro (60,5%) e che occupano fino a 9 dipendenti (56,5%), ma grazie a loro la produzione industriale delle pmi italiane subirà una rivoluzione irreversibile.

In virtù della sua versatilità e capacità di creare prototipi e prodotti personalizzabili in tempi rapidi e a costi limitati, la stampa 3D ha infatti conosciuto una diffusione rapidissima, con una crescita del mercato che pare inarrestabile: per circa otto addetti su dieci il mercato crescerà ulteriormente. In questo contesto positivo le aziende non possono che dirsi complessivamente soddisfatte del proprio andamento aziendale attuale (97,7%): sul fronte dei fatturati infatti oltre la metà delle aziende dichiara nel 2013 un incremento, rispetto agli ultimi tre anni, e per quasi tre su dieci il fatturato è rimasto stabile. Un andamento che si conferma positivo anche per il 2014, con un terzo che prospetta una chiusura nel segno della stabilità e oltre sei su dieci una crescita; solo il 7,1% si aspetta un calo. L’export risulta una componente fondamentale per molte delle imprese del comparto (78,6%) anche se con entità diversa: se per il 19% l’estero genera meno del 10% del fatturato e sempre per un 19% questa percentuale oscilla tra l’11% e il 25%, per ben il 40,4% essa supera il 45%.

Anche per quanto riguarda i livelli occupazionali il trend è positivo: se il 48,4% nel 2013 non ha visto variare il proprio numero di addetti, è ben il 41,9% ad aver assunto.

Un settore, quello della stampa 3D, in continua evoluzione in cui si susseguono con velocità incalzante cambiamenti tecnologici importanti, che obbligano le imprese a puntare necessariamente sull’innovazione: nel 2014, infatti, circa un terzo delle imprese ha destinato tra l’1% e il 15% dei propri ricavi in R&S, mentre oltre metà ne ha investito una quota che oscilla tra il 16% e il 45%. Anche la formazione dei propri dipendenti si rivela un asset fondamentale: se il 43,4% dedica fino a 20 ore di aggiornamento, ben il 43,3% arriva a prevederne oltre 40.

Fidia Farmacia, nuova “squadra” dedicata al canale retail

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Fidia Farmaceutici – azienda italiana parte del gruppo milanese P&R Holding, con due stabilimenti produttivi ad Abano Terme e a Noto, in Sicilia – annuncia la nascita di Fidia Farmacia, una rete di professionisti dedicata al canale retail che occuperà oltre 55 persone, raggiungendo il 50% delle farmacie italiane già nel primo anno di attività.

Fidia Farmacia

L’esigenza di disporre di una forza vendita rivolta unicamente al farmacista nasce dall’ampiezza dell’offerta Fidia. Quale azienda di riferimento in Italia nel campo dell’acido ialuronico, Fidia può infatti contare su un vasto portafoglio di prodotti e medical device innovativi e di alta qualità, indicati nel trattamento di numerose patologie a elevato impatto sociale, come le malattie articolari e le lesioni cutanee acute o croniche.

Novo Nordisk al 2° posto dell’Access to Medicine Index 2013

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Novo Nordisk, gruppo farmaceutico internazionale con sede in Danimarca, è tra le migliori aziende al mondo nel favorire l’accesso alle cure. Particolarmente efficaci si sono dimostrati i progetti “Base of the Pyramid” e “Changing Diabetes in Children”, per favorire l’accesso alle cure di lavoratori e bambini con diabete nei paesi in via di sviluppo.

accesso alle cure

L’impegno e il successo del gruppo in questa direzione, sono attestati dal secondo posto ottenuto nell’edizione di quest’anno dell’Access to Medicine Index, la classifica che si propone di valutare 21 aziende farmaceutiche di tutto il mondo in base a politiche e pratiche attuate per migliorare l’accesso alle cure nelle nazioni svantaggiate.

Nel 2013 Novo Nordisk è stata in grado di fornire trattamenti a circa 24,3 milioni di persone con diabete in tutto il mondo, mostrando un aumento del 7% rispetto al 2012. In particolare, Access to Medicine Index ha segnalato due tra i programmi per l’accesso alle terapie per il diabete dell’azienda danese: il progetto “Base of the Pyramid”, volto a migliorare diagnosi, trattamento e educazione sul diabete per i lavoratori poveri nei Paesi in via di sviluppo attraverso un approccio integrato con le organizzazioni religiose, e il programma “Changing Diabetes in Children”, che fornisce farmaci gratuiti, trattamento ed educazione ai bambini che convivono con il diabete di tipo 1 nei paesi a basso reddito.

“Oggi più dell’80% delle persone con diabete vive in nazioni a basso e medio reddito in cui l’accesso alle cure e al trattamento è semplicemente inadeguato,” dice Lars Rebien Sørensen, CEO di Novo Nordisk. “L’anno scorso abbiamo lanciato la nostra strategia per l’accesso globale alle cure per il diabete, rinforzando i nostri sforzi per abbattere le barriere che impediscono l’accesso alle terapie e per permetterci di raggiungere 40 milioni di persone che convivono con il diabete entro il 2020.”

“Abbiamo la conoscenza, le capacità e l’impegno per migliorare la salute delle persone che vivono con il diabete a prescindere da dove vivono. In quanto leader mondiali nella cura del diabete continueremo a lavorare con i governi, le organizzazioni sanitarie e le comunità per far sì che questo diventi una realtà in tutto il mondo” conclude Sørensen.

Novo Nordisk è da oltre novant’anni impegnato nell’innovazione della cura del diabete. Novo Nordisk è anche leader nel campo della cura dell’emofilia, della terapia con ormone della crescita e della terapia ormonale sostitutiva.

Per maggiori informazioni, www.novonordisk.com

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Diabete. Definizione e nosografia

Dati di efficacia e sicurezza di farmaci antidiabetici

 

Diabete. Definizione e nosografia

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Il diabete (diabete mellito, DM) raggruppa diverse malattie metaboliche che hanno come manifestazione principale un aumento della concentrazione ematica di glucosio (iperglicemia).

diabete

Le cause del diabete possono essere rappresentate da due diversi tipi di alterazioni metaboliche:

  • deficit della secrezione dell’insulina a livello delle cellule beta delle isole di Langerhans del pancreas
  • ridotta risposta all’azione dell’insulina a livello degli organi bersaglio (insulino-resistenza) in uno o più punti della complessa via di trasmissione a livello cellulare.

I due difetti possono presentarsi anche in concomitanza.

 Classificazione del diabete:

Diabete tipo 1 È causato da distruzione beta-cellulare su base autoimmune o idiopatica ed è caratterizzato da una carenza insulinica assoluta. La variante LADA, (Latent Autoimmune Diabetes in Adult), ha decorso lento e compare nell’adulto.
Diabete tipo 2 È causato da un deficit parziale di secrezione insulinica, che in genere progredisce nel tempo ma non porta mai a una carenza assoluta di ormone e che si instaura spesso su una condizione più o meno severa di insulino-resistenza su base multifattoriale.
Diabete gestazionale È causato da difetti funzionali analoghi a quelli del diabete tipo 2, viene diagnosticato per la prima volta durante la gravidanza e in genere regredisce dopo il parto, ma può ripresentarsi a distanza di anni con le caratteristiche del diabete tipo 2.
Diabete monogenico È causato da difetti genetici singoli che alterano secrezione e/o azione insulinica (es. MODY, diabete lipoatrofico, diabete neonatale).
Diabete secondario È conseguenza di patologie che alterano la secrezione insulinica (es. pancreatite cronica o pancreasectomia) o l’azione insulinica (es. acromegalia o ipercortisolismo) o dipende dall’uso cronico di farmaci (es. steroidi, antiretrovirali, anti-rigetto) o dall’esposizione a sostanze chimiche.

 Caratteristiche cliniche differenziali del diabete tipo 1 e tipo 2:

Diabete tipo 1 Diabete tipo 2
Prevalenza Circa 0,5% Circa 5%
Sintomatologia Sempre presente, spesso eclatante e a inizio brusco Spesso modesta o assente
Tendenza alla chetosi Presente Assente
Peso Generalmente normale Generalmente in eccesso
Età all’esordio Più comunemente < 30 anni Più comunemente > 40 anni
Complicanze croniche Non prima di alcuni anni dopo la diagnosi Spesso presenti al momento della diagnosi
Insulina circolante Ridotta o assente Normale o aumentata
Autoimmunità Presente Assente
Terapia Insulina necessaria sin dall’esordio Dieta, farmaci orali, iniettivi, terapia sostitutiva con insulina

L’iperglicemia cronica del diabete è alla base di alterazioni del metabolismo dei carboidrati, degli acidi grassi e delle proteine e si associa a danni a lungo termine di diversi organi (complicanze croniche), collegati alla ridotta azione dell’insulina nei tessuti bersaglio (principalmente a livello epatico, nella fibra muscolare, nel tessuto adiposo e nelle cellule vascolari). Le conseguenze riguardano disfunzioni di differenti strutture, specialmente degli occhi, dei reni, del sistema nervoso autonomo e periferico, del cuore e dei vasi sanguigni.

Fonte: “Piano sulla malattia diabetica” – Ministero della Salute

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Beclometasone dipropionato per riniti allergiche nei bambini

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Qnasl® (beclometasone dipropionato) spray nasale 40 mcg è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti d’America per il trattamento delle riniti allergiche stagionali e perenni nei bambini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni.

rinite allergica pediatrica

Qnasl è uno spray per via nasale (INS) sviluppato da Teva Pharmaceutical Industries Ltd. contenente il corticosteroide sintetico beclometasone dipropionato  e il propellente ecologico idrofluoroalcano. Nella formulazione 80 mcg, è disponibile per adulti e adolescenti dai 12 anni per il trattamento dei sintomi nasali associati a rinite allergica dovuti all’infiammazione come congestione nasale, naso che cola, prurito nasale e starnuti. Qnasl 40 mcg è la formulazione con dosaggio ridotto di Qnasl Aerosol Nasale 80 mcg ed è il primo trattamento non acquoso per le riniti allergiche ad essere approvato per pazienti a partire dai 4 anni.

L’approvazione dell’FDA  si è basata sui dati di 3 studi in doppio cieco controllati con placebo che hanno valutato la sicurezza e l’efficacia di Qnasl 40 mcg in bambini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni con rinite allergica. I dati hanno dimostrato che un trattamento una volta al giorno fornisce un significativo sollievo dai sintomi nasali allergici in bambini con riniti allergiche stagionali (SAR) o riniti allergiche perenni (PAR) rispetto al placebo. In tutti e 3 gli studi il profilo di sicurezza era simile a quello del placebo e gli eventi avversi più comuni sono stati sangue dal naso e ulcere, che sono coerenti con quelli osservati in precedenti studi clinici di Qnasl Aerosol Nasale.